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«C’è paura ma noi edicolanti resistiamo»
Adolfo Frediani, dell’emporio di Marlia, racconta di non riuscire a consegnare i giornali: «Farei aspettare i clienti in fila»
marlia
«Nonostante cerchi di sforzarmi, proprio non riesco a essere ottimista sull’esito di quella che, come ormai sappiamo, è una terribile guerra mondiale che ha lasciato tutti sgomenti e spiazzati. Perché non si tratta di combattere contro un avversario malvagio e prepotente che minaccia con le armi e con le bombe, ma cercare di sconfiggere un nemico invisibile e insidioso che ha aggredito il mondo intero in silenzio e senza alcun preavviso, gettando nel panico l’umanità». Ci accoglie con queste affermazioni Adolfo Frediani, titolare dell’omonimo emporio che, da anni, gestisce in piazza don Carlo Matteoni, a pochi passi dalla chiesa parrocchiale di Marlia.
«La sola cosa che riesco a percepire intorno a me – spiega Frediani – è il terrore e l’angoscia per una situazione che sembra non dover finire mai, ma anche la disperazione e lo sbandamento di tanta gente che da quasi un mese è a casa senza lavoro e non sa se e quando potrà tornare a riscuotere lo stipendio per comprarsi da mangiare e mantenere la famiglia. Personalmente, posso ritenermi fortunato, perché ho ancora l’opportunità di lavorare, anche se ho dovuto ridimensionare l’attività e mettere temporaneamente a casa due dei tre dipendenti».
In queste condizioni Frediani ammette di essere impossibilitato a organizzarsi per consegnare i giornali a domicilio. «Se uno di noi si assenta dal negozio per andare a recapitare i quotidiani a casa dei clienti – sottolinea – siamo costretti a fare aspettare troppo tempo coloro che si mettono in fila fuori dall’edicola, in attesa di essere serviti. Ed essendo, per principio, una persona precisa e rispettosa del prossimo, non mi sembra proprio il caso di contribuire al nervosismo della gente che, di per sé, in questo periodo, è già abbastanza dilagante. I clienti comprenderanno». Su questo sembra non esserci alcun dubbio, perché, ogni mattina, sono tanti i clienti abituali a fare pazientemente la coda per acquistare il giornale, le sigarette e pagare le bollette, concentrando così diverse commissioni in un’unica sosta, prima di riprendere rapidamente la strada di casa e tapparsi tra le mura domestiche. Tutti, salvo qualche eccezione, armati di mascherine e guanti.
«Attenti alla loro salute e rispettosi degli altri – conclude Frediani – e se escono per fare due passi e venire in edicola anche per scambiare un semplice saluto, non possiamo certo biasimarli». –
Rossella Lucchesi
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