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Affitti commerciali, siamo al collasso

Barbara Antoni
Affitti commerciali, siamo al collasso

Martini (Confcommercio): «Il sindaco faccia un appello ai proprietari dei fondi. Noi non possiamo pagare i canoni»

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Barbara Antoni / lucca

Il tempo corre, gli affitti maturano, ma gli esercizi commerciali - tranne pochissimi - rimangono chiusi causa coronavirus.

Per la stragrande maggioranza degli operatori commerciali, tutti quelli che non sono proprietari del fondo in cui lavorano, la parola “affitto” oggi suona come una minaccia, un incubo: come pagarlo in regime di entrate azzerate e dipendenti al momento in prevalenza in ferie, a cui versare debitamente lo stipendio?

La situazione è al collasso, come spiega Giovanni Martini, presidente della Commissione Città di Lucca di Confcommercio.

«Pagare i canoni di affitto in questa fase è impensabile - dice senza mezzi termini -. Come può un esercizio chiuso versare regolarmente un canone di affitto? Il percorso di ripresa dei pagamenti sarà lento e graduale: le cifre che opotranno essere versate si potranno calcolare mese per mese, in base a quanto tornerà ad aumentare il volume di affari del singolo negozio. In questa situazione così critica, crediamo che anche i proprietari dei fondi commerciali debbano fare la loro parte».

Martini rivolge un appello forte direttamente al primo cittadino, il sindaco Alessandro Tambellini.

«La situazione è critica - sottolinea con forza il presidente della commissione Città di Lucca - . Mi rivolgo al sindaco, affinché a sua volta si rivolga ai proprietari dei fondi commerciali. Del resto, più volte il sindaco ha detto di considerare il livello troppo alto degli affitti una delle cause più importanti di sofferenza per gli esercizi. In questo momento i proprietari non possono pretendere di vedersi pagare regolarmente i canoni in un momento. Senza contare poi che il livello stesso raggiunto dai canoni è uno dei tanti aspetti del commercio sfuggiti al controllo: gli affitti sul mercato oggi non corrispondono a numeri reali».

Infatti secondo Martini, «occorrerà, una volta esaurita l’emergenza sanitaria,mettersi intorno a un tavolo e riflettere su una rivalutazione dei canoni in vista di una nuova era, in base ai canoni del mondo che sarà dopo il coronavirus».

E non manca di criticare ancora una volta, il presidente della commissione Città di Lucca, la scelta di avere impostato il centro storico prevalentemente se non esclusivamente a una vocazione turistica.

«I servizi sono usciti dal centro, gli studi professionali, le scuole. E ora che il turismo, per motivi imprerevedibili, è evero, ha subito una brusca battuta di arresto agli operatori non resta che leccarsi le ferite. Sono sicuro che se il sindaco si rivolgerà a loro, i proprietari dei fondi ascolteranno il suo appello», conclude Martini. —

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