Rsa "Paoli Puccetti", boom di contagi: positiva la metà di ospiti e operatori
Michele Massari, della Fp Cgil, si dice molto preoccupato: «I lavoratori non hanno dispositivi di sicurezza adeguati»
«Mio figlio ha due anni e non lo vedo da cinque giorni. Vorrei abbracciarlo, stringerlo a me, ma ho paura. Domenica scorsa l’ho visto da lontano, fuori sul balcone. Fa male, ma devo tutelarlo». Chi parla è una madre e, al tempo stesso, una lavoratrice della Rsa “Paoli Puccetti” di Gallicano. È lì, in quella struttura della Garfagnana convenzionata con l’Asl, che il coronavirus ha sferrato uno dei suoi colpi più duri: 22 persone contagiate su 44, esattamente la metà. Una “mini pandemia” nella pandemia, in sostanza, che ha risparmiato soltanto poche persone tra ospiti e operatori sanitari, ogni giorno in prima linea per garantire le cure ad anziani e ammalati.
«La situazione è drammatica – commenta Michele Massari, segretario della funzione pubblica della Cgil di Lucca – e i numeri non sono incoraggianti». Sì, perché, dei 24 operatori che lavorano nella struttura, 10 hanno contratto il coronavirus. E la stessa sorte, purtroppo, è toccata anche agli ospiti della Rsa di Gallicano. «Dodici su venti – sottolinea Massari – sono risultati positivi al Covid-19». Mentre già, sabato scorso, c’è stata la prima vittima: Luciano Nannizzi, 77 anni, di Valdottavo, ricoverato nella struttura di Gallicano.
E, proprio per questo elevato numero di contagi, la Rsa potrebbe presto diventare una struttura riservata ai malati Covid. «Su questo abbiamo espresso le nostre perplessità – sottolinea Massari – Al momento, nella Rsa di Gallicano, sono al lavoro 5 operatori socio-sanitari della cooperativa “La Salute” e 2 infermieri. Siamo preoccupati perché il personale non ha i dispositivi di sicurezza necessari per affrontare una simile emergenza. In ogni caso, sappiamo che ci sono delle riunioni in corso. Ci vuole sicurezza, prima di tutto».
E a confermare i nuovi casi di contagio da coronavirus è anche il sindaco di Gallicano, David Saisi. «Ho ricevuto conferma dal dipartimento della Prevenzione dell’Asl – spiega il primo cittadino – e nella struttura risultano almeno altre cinque persone in più positive al coronavirus. Ma mancano ancora dei tamponi». Una situazione complessa che non può che destare grande preoccupazione. «In molti hanno voluto far sentire la propria solidarietà alla residenza sanitaria assistenziale – conclude il sindaco Saisi – Il Comune di Vagli ma anche tanti cittadini vogliono fare qualcosa per aiutare il personale sanitario e gli ospiti della struttura di Gallicano. Attiveremo una raccolta fondi per acquistare materiale per gli operatori, ma pure dei tablet per consentire agli ospiti di tenersi in contatto con i loro familiari. Così, quantomeno, potranno vedersi. Nel pieno dell’emergenza, infatti, le visite con i parenti sono state interrotte per tutelare la salute di tutti. Ma un contatto, seppur virtuale, non può che far bene a chi sta lottando contro un mostro subdolo».
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