Il Tirreno

Lucca

Ecco lo sportello d’ascolto gratuito che aiuta a regolare ansie e paure

Martina Trivigno
Ecco lo sportello d’ascolto gratuito che aiuta a regolare ansie e paure

La psicologa Federica Angioli coordina 15 colleghe: «Chiamano soprattutto anziani, temono per se stessi»

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Martina Trivigno / lucca

All’altro capo del telefono, spesso, ci sono persone sole, spaventate. La psicologa Federica Angioli – e, come lei, pure una quindicina di colleghe – rispondono dalla scrivania di casa, cercando di tranquillizzare e dare consigli su come superare al meglio questa emergenza. Soprattutto se si tratta di anziani. Lo sa bene, lei, già psicologa delle emergenze (oltre che volontaria), punto di riferimento per la Croce Verde di Lucca. E ora anche coordinatrice dello sportello di ascolto psicologico gratuito organizzato dal Comune e dalla Protezione civile per la cittadinanza. La media di telefonate sfiora, ogni giorno, quota quindici. «Le persone, ora, cominciano ad andare in sofferenza – spiega la dottoressa Angioli – Non è una situazione che si sistemerà, perlomeno non a breve. Ed è proprio l’incertezza temporale a influire, in maniera negativa, sulla stabilità psicologica di chi decide di ricorrere al servizio d’ascolto». Più di sei telefonate in un turno di tre ore per un’età compresa degli utenti tra i 45-50 anni fino ad arrivare agli 80 anni. «Più l’età anagrafica è elevata e più le persone sono spaventate – sottolinea la psicologa – Loro lo dicono apertamente, quando parlano con noi: il fatto di non sapere quando potranno tornare alla normalità genera ansia e paura da ricondurre, soprattutto, alla fragilità della persona». E lo sportello ha ottenuto un così grande successo che il Comune e la Protezione civile hanno pensato di ampliare il servizio: non più soltanto tre giorni a settimana, quindi, ma sarà possibile parlare con le psicologhe dal lunedì al venerdì, dalle 9 a mezzogiorno e dalle 15 alle 18. «Durante questo percorso – prosegue la dottoressa Angioli – ho la fortuna di coordinare un gruppo di persone, oltre che professioniste, stupende. Tutte noi, infatti, già da tempo abbiamo appreso le linee guida della psicologia dell’emergenza». Si tratta, in sostanza, di un lavoro molto diverso rispetto a quello a cui le professioniste sono, di solito, abituate a svolgere. «Non consiste, infatti, nel fissare un appuntamento – racconta Angioli – dall’altra parte, infatti, ci sono persone sconosciute a cui bisogna rispondere nel momento del bisogno. Il nostro è uno sportello di sostegno e la telefonata dura, all’incirca, una ventina di minuti». E l’obiettivo – quello di aiutare a gestire la paura attraverso strumenti di psico-educazione – non è affatto semplice. «Abbiamo il compito di offrire tecniche per insegnare loro a gestire la paura– sottolinea la psicologa – A volte, parlando al telefono, sento che l’ansia sale – spiega la dottoressa Angioli – e qui entriamo in gioco noi: forniamo quegli strumenti psicologici, ma soprattutto consigli pratici, per aiutare le persone che telefonano ad andare avanti in questa situazione d’emergenza». Il bisogno più grande delle persone, in questo momento, resta sempre lo stesso: parlare, sfogarsi, fare qualche domanda e ottenere alcune risposte. «Al termine della telefonata li sentiamo più sereni – conclude la psicologa – c’è tanto bisogno di stare vicino alle persone, soprattutto quelle più anziane. Il mio consiglio è di stare loro vicino e di non farle sentire mai sole: anche quattro chiacchiere per telefono possono regalare un po’ di tranquillità». –

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