L’appello di Non ti scordar di te «Telefonate ai nostri numeri»
Il centro donna della Mediavalle fa sapere a tutte le interessate che la sua attività non si ferma nonostante l’emergenza virus
lucca
«Le donne devono sapere che noi ci siamo e non sono sole». Parole da cui si evince che nemmeno il particolare momento è riuscito a fermare Non ti scordar di te. L’associazione di operatrici volontarie formate ad hoc per ascoltare e aiutare donne vittime di violenze agli sportelli a Ponte di Campia vicino Gallicano e Castelnuovo di Garfagnana, a seguito dei decreti governativi sul coronavirus ha dovuto sospendere le aperture settimanali nei due punti. Ma il suo impegno prosegue. Non ti scordar di te racconta come continua ad aiutare tutte quante vogliono lasciarsi alle spalle una cupa storia: quella, non per loro scelta, imposta dai comportamenti violenti di un “uomo”. Dopo lo stop ai colloqui, spiegano le operatrici guidate da Maria Stella Adami, «ci siamo subito confrontate per cercare di capire come continuare ad essere di supporto e aiuto alle donne. Ben consapevoli non solo del fatto che la violenza non si ferma a causa dell’emergenza sanitaria, ma anche del pericolo di aggravamento in questo periodo di convivenza forzata: per donne e loro figli che già vivono in contesti di violenza domestica. Siamo state tutte d’accordo nel mantenere le reperibilità nei turni che ci eravamo già date, per essere disponibili a colloqui telefonici o su Skype». Chiunque voglia contattare Non ti scordar di te può farlo al numero telefonico che rimane 0583/766094 con segreteria attiva h24, «e -dicono- noi operatrici lo ascolteremo da remoto. Provvederemo a richiamare con un cellulare del centro -precisano- per organizzare un colloquio telefonico o su Skype: garantendo ascolto, sostegno e dare tutte le informazioni che possono essere di aiuto alla donna». Per combattere il coronavirus si deve Una regola a combattere si deve stare in casa. Le quattro mura però, come anticipato e come spesso riportano purtroppo molte donne nei loro racconti di violenza, sono luoghi dove subiscono soprusi di genere.
«Avviene all’interno della famiglia e può assumere forme diverse -spiega l'associazione-: è sicuramente la più difficile da riconoscere, da accettare e far emergere perché permeata da vergogna e paura». Le operatrici, brevemente, riassumono i campanelli d’allarme per capire quando la mano maschile diventa brutale: nel momento in cui è autrice di violenze fisiche, psicologiche, sessuali, comportamenti manipolatori tesi a limitare libertà e autonomia personale della partner, stalking, abusi economici. Oltre a lividi fisici e morali, nella donna sorgono altri malesseri. «In tutti questi casi -termina Non ti scordar di te, alludendo a sé e alla rete nazionale antiviolenza- la cosa più importante è rompere il silenzio e parlare con qualcuno». —
Francesco cosimini
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