Paradossi fa rivivere il giovane Fellini «Il Maestro é un mito per la mia famiglia»
Dopo Bobo Craxi nel film di Amelio ecco l’interpretazione del grande regista nella fiction dedicata ad Alberto Sordi
Luca Tronchetti / LUCCA
Federico Fellini è il suo nume tutelare, una sorta di segno del destino. Perché Alberto Paradossi, 30 anni, giovane attore lucchese, all’ingresso nel centro di sperimentazione di Roma compie un lavoro monografico su uno dei più grandi registi del cinema italiano. Sicuramente il preferito dalla sua famiglia e in particolare dal nonno che dal 1945 al 1954 ha vissuto nella Capitale ed era amico degli artisti e frequentatore della trattoria dei fratelli Menghi, abituale ritrovo dei maestri del neorealismo come Roberto Rossellini, Cesare Zavattini, Vittorio De Sica, Luchino Visconti, Elio Petri.
Così dopo l’interpretazione di Bobo Craxi nel film Hammamet di Gianni Amelio, domani sera in prima serata su Rai Uno, Paradossi interpreta - nel film dedicato agli inizi di carriera di Alberto Sordi, uno dei massimi interpreti del cinema italiano - il giovane Federico Fellini all’epoca (siamo nell’aprile del 1939) vignettista del Marc’Aurelio, la più importante rivista satirica italiana di quel periodo. «Un tuffo al cuore per me - racconta il giovane attore che in questi giorni si trova a Lucca - interpretare quello che considero un personaggio iconico capace di emozionare generazioni di italiani. Il terrore di sbagliare qualcosa, di non tradurre sullo schermo le venature di un personaggio ironico, divertente, scanzonato, allegro ma anche, per certi versi, malinconico, mi ha portato nel periodo antecedente alla lavorazione a visionare decine e decine di interviste riprese dalla teche Rai e rilasciate a giornalisti del calibro di Lello Bersani, Vincenzo Mollica, Antonio Soler. Ho cercato di carpire la sonorità e la gestualità del grande regista, sceneggiatore e scrittore. Una full immersion che mi è servita assieme al lavoro che nel 2013 feci appena entrato al centro di sperimentazione cinematografica di Roma. Ma come sempre in questi casi è il pubblico che decreta il successo o meno di uno spettacolo o di una fiction. Io sono stato orgoglioso di vestire i panni di un personaggio che mi è stato fatto conoscere sin da piccolo e che, con la maturità, ho amato ancora di più».
IL PROVINO
Se questo sogno si è realizzato, Paradossi deve ringraziare il suo amico-manager Luca Rubenni: «É lui che ha insistito molto per farmi sostenere il provino non appena il regista Luca Manfredi (il figlio del grande Nino, indimenticato attore e regista di capolavori della cinematografia italiana) ha balenato l’idea di un film per la tv sui primordi dell’avventura umana e artistica dell’«Albertone nazionale»: «Luca Manfredi aveva conosciuto bene Fellini ed era stato assistente alla regia in uno dei suoi ultimi film. Ho inviato due provini e sono stato scelto. Capite? Un quasi esordiente che deve interpretare uno dei monumenti del cinema mondiale.. Ho toccato il cielo con un dito e quando l’ho comunicato a casa l’entusiasmo è salito alle stelle. Abbiamo registrato in un mese e mezzo da fine luglio ad inizio settembre 2019 e gli esterni sono stati girati a Tivoli, una piccola cittadina che ricorda la Roma del primo Dopoguerra. Dico la verità: ero molto teso perché sentivo la responsabilità dell’interpretazione. Fortunatamente ho trovato un gruppo di lavoro straordinario: da Pia Lanciotti che interpreta Andreina Pagnani a Paola Tiziana Cruciani a Luisa Ricci. Ma devo ringraziare principalmente Edoardo Pesce (l’attore premio David di Donatello come miglior attore non protagonista nel film Dogman). Con lui si è creato un feeling incredibile e abbiamo lavorato ore e ore per preparare le scene che ci vedevano assieme».
LA PROSSIMA FATICA
A fine stagione rivedremo Paradossi al cinema. Assieme a Jasmine Trinca, Alessandro Borghi, Vinicio Marchioni ed Elena Sofia Ricci sarà uno degli interpreti di Superoi il film diretto da Paolo Genovese. —
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