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Lucca

l’iniziativa 

Un tutorial sul web insegna alle donne come costruire dispositivi di sicurezza «Dovranno essere approvate dall’Asl»

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Un movimento di donne distanti ma unite. Una rete di solidarietà per aiutare chi, nel bel mezzo dell’emergenza coronavirus, sta lottando in prima linea e senza dispositivi di sicurezza adeguati.

Sono mani veloci ed esperte, le loro, mentre trasformano dei semplici “veli” in mascherine per coprire i nasi e le bocche di coloro che circolano senza alcuna protezione, per contribuire a ridurre al minimo la diffusione del Covid-19 e in aggiunta a quelle certificate.

C’è un’altra emergenza, infatti, che va di pari passo con la diffusione del coronavirus e l’aumento dei contagi: la difficoltà nel riuscire a reperire non solo le mascherine ma anche disinfettanti, guanti e altri presidi sanitari.

Tutto è cominciato da un tutorial che, proprio in queste ore, sta girando in rete. A realizzarlo è stata Annalisa Porcella, titolare del laboratorio “Filomania” di San Concordio, dopo essersi messa in contatto con la portavoce del movimento. Così, seguendo le indicazioni che Annalisa dà nel video, le donne di Lucca (e ora anche di Pisa) si sono organizzate per dare il proprio contributo.

«Ma intanto – spiega la portavoce del movimento che ora si sta diffondendo anche a Pisa – è bene precisare che le postazioni su cui avviene il “piccolo miracolo” sono igienizzate, seguendo alla lettera le indicazioni fornite dal Ministero, e che prima di essere distribuite a coloro che ne sono sprovvisti dovranno avere l’approvazione degli esperti dell’Asl Toscana nord ovest».

«Samo madri, zie, sorelle, cugine di chi lavora nei servizi sanitari (medici, infermieri, operatori socio-sanitari, impiegati, operai, ausiliari), nei servizi bancari (giovani gestori, cassieri, funzionari), nei servizi postali (postini, autisti, sportellisti), nei supermercati (cassieri, operai), nei trasporti (corrieri e rider) – sottolinea la portavoce del movimento – per garantire i servizi essenziali alla popolazione».

«Lavoriamo con il “buon senso” che ci caratterizza da sempre – conclude Annalisa Porcella del laboratorio “Filomania” – Facciamo la nostra parte cercando di non lasciare soli nessuno e di stare al fianco, come possiamo, di chi s’impegna tutti i giorni, per noi». —

m.t.

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