Coronavirus, prima produceva tomaie, da oggi farà mascherine
“Cinderella’s Shoes” di Lammari ha deciso di convertire la sua produzione per rispondere all’esigenza di enti e aziende: «Abbiamo già ricevuto richieste»
LUCCA. Da tomaificio - che, ogni giorno, “sfornava” componenti interne per calzature e pelletteria - a produttore di mascherine. D’altronde, se c’è una cosa che il coronavirus ha insegnato agli imprenditori è che, là dove possibile, il vantaggio sta nell’essere camaleontici. E plasmarsi (con attrezzature e maestranze) in base alle necessità per uscire dal baratro. È quello che ha messo in pratica Marco Alessandri, titolare del tomaificio “Cinderella’s Shoes” di Lammari. Che, in poco tempo, ha convertito la produzione della sua impresa – quella delle tomaie – per realizzare mascherine. Una decisione presa sulla base delle necessità. «Dopo che gli ordini, uno dietro l’altro, hanno cominciato a essere annullati», precisa il titolare del tomaificio di via del Chiasso. Prima c’è stata la paura, poi la presa di coscienza. «Di cosa c’è bisogno, in questo momento? – si è chiesto più volte Alessandri, durante le numerose notti insonni – Mancano mascherine. E allora le produrremo».
Il rischio, infatti, era grande: con la produzione di tomaie del tutto annullata, restava soltanto una cosa da fare: mandare a casa i sei dipendenti. Ma a questa ipotesi, Marco Alessandri non ha voluto pensare. Ed è così che si è rimboccato le maniche, pensando a una soluzione per continuare a far lavorare sei persone. «Le richieste sono arrivate da parte di enti pubblici e privati e, soprattutto, da parte delle farmacie – spiega il titolare – In molti, infatti, chiedevano mascherine. Quelle che produciamo sono maschere facciali che non rientrano nella categoria dei dispositivi di sicurezza, ma si tratta di un tessuto non tessuto su due veli. Visto il momento difficile, pensiamo possano essere utili per chi lavora, ad esempio, al pubblico».
E da quando la notizia ha cominciato a diffondersi, gli ordini, per il tomaificio di via del Chiasso, si sono moltiplicati. «Abbiamo spiegato le nostre intenzioni – sottolinea il titolari – e in molti hanno ritenuto che questa fosse la scelta giusta per fare anche noi la nostra parte, nel bel mezzo dell’emergenza coronavirus».
E la produzione di mascherine comincerà proprio oggi pomeriggio.
«Considerata la carenza, non c’è tempo da perdere – precisa Marco Alessandri – Per questo siamo già al lavoro per realizzarle. Dobbiamo industrializzare il processo, ma abbiamo già fatto una stima: dovremmo riuscire a produrre almeno mille mascherine al giorno. Poi, forse, anche di più. Intanto, perlomeno all’inizio, i numeri saranno questi».
I fornitori, dunque, consegneranno direttamente al tomaificio di via del Chiasso il tessuto non tessuto, mentre, all’interno dello stabilimento, i sei dipendenti lo trasformeranno in mascherine a disposizione di chi ne farà richiesta, in vendita a un prezzo a ribasso, vista la particolarità della situazione legata al Covid-19».
«È stata una decisione sofferta – conclude Marco Alessandri – ma questo era l’unico modo, per la nostra azienda, per sopravvivere e restare aperta, conservando, allo stesso tempo, sei posti di lavoro. Siamo felici, comunque, di poter cominciare questa nuova avventura. Molte aziende, purtroppo, non hanno la possibilità di convertire la loro produzione». –
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