Il Tirreno

Lucca

la carenza di protezioni 

Mascherine, carico per Lucca bloccato alla dogana spagnola

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LUCCA

Una spedizione di alcune migliaia di mascherine, destinate a operatori e tecnici della manutenzione degli ospedali di Lucca e Massa, proveniente dalla Spagna sarebbe stata bloccata da ieri alla dogana spagnola. Lo rende noto Nicola Riva della segreteria della Fiom Cgil di Lucca. Secondo Riva, «non chiaro il motivo del blocco ma temiamo che le mascherine possano essere sequestrate definitivamente e che non arrivino mai a destinazione».

«A far funzionare i nostri ospedali, dietro i medici e gli infermieri, ci sono tanti lavoratori - sottolinea Riva -. Senza queste persone gli ospedali si fermano. Se a questi lavoratori non vengono garantite tutte le misure di sicurezza necessarie si rischia, in caso di contagio, il fermo delle strutture sanitarie». Per questo, aggiunge Riva, «la direzione sanitaria dell'Asl deve verificare e nel caso provvedere a garantire a chi lavora nei presidi ospedalieri di poterlo fare in sicurezza, mettendo a disposizione il necessario per poter continuare a operare».

Sul tema dei dispostitivi di protezionne individuale c’è una diffida ufficiale firmata dalle funzioni pubbliche dei tre sindacati Cgil, Cisl e Uil e inviata al prefetto, al direttore generale dell’azienda Asl nord ovest e al presidente della Conferenza dei sindaci. Il concetto è semplice ma pesante: così non si può andare avanti. «La fornitura di idonei dispositivi di protezione individuale per il personale esposto che presta servizio nelle strutture sanitarie dell’Asl nord ovest è insufficiente o inesistente». Quindi una ferma diffida ad adempiere a quelle che sono le normative di settore e le linee guida, dettate a tutti i livelli a livello internazionale anche dall’Organizzazione mondiale della sanità. «I lavoratori operano oggi in condizioni che non rispettano gli standard di sicurezza previsti, il tutto con la conseguente possibile messa a rischio della salute degli operatori stessi e degli utenti. Stante l’attuale situazione pandemica, la cosa è evidentemente inaccettabile. Vi chiediamo pertanto – proseguono i sindacati - di procedere immediatamente al fine di produrre le indispensabili condizioni di tutela del singolo operatore, della collettività e della salute pubblica». In caso non arrivi una risposta adeguata e tempestiva per risolvere il problema, le funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil sono pronte ad «agire in ogni sede».

Attenzione ai lavoratori delle cooperative sociali, è quella che reclama Michele Massari (Cgil). «Nel momento di massima emergenza a causa del diffondersi del Covid, chiediamo assoluta attenzione sul lavoro dei dipendenti delle cooperative sociali, impiegati nei servizi di assistenza educativo scolastica, nelle rsa, nei centri diurni, nei servizi domiciliari, reparti di cure intermedie con mansioni di infermiere; tutte attività con il diretto contatto alla persona che devono essere considerate con il massimo rispetto delle procedure di sicurezza». —

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