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Lucca

Operai di ditte esterne a rischio contagio Allarme nel settore delle manutenzioni

Barbara Antoni
Operai di ditte esterne a rischio contagio Allarme nel settore delle manutenzioni

La Cgil: «Grandi e medie aziende commissionano servizi straordinari durante lo stop per il virus. Già cinque segnalazioni»

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Barbara Antoni / lucca

Approfittano del periodo di interruzione dell’attività per cautelarsi dal pericolo di contagio da cononavirus per far eseguire le manutenzioni straordinarie. Manutenzioni ai macchinari, ma anche pulizie industriali: servizi che vengono commissionati a piccole aziende, su scala artigianale, oppure cooperative, i cui dipendenti non sono provvisti della necessaria dotazione di sicurezza, mascherine guanti e altro.

Segnalazioni di casi di questo tipo sono già almeno cinque in Lucchesia, e sono giunte sia sui tavoli della Cgil che di alcuni sindaci dei comuni in cui le grandi e medie aziende che commissionano le manutenzioni hanno sede. La sostanza è che si cautelano alcuni dipendenti per metterne a rischio degli altri.

Per questo Rossano Rossi, segretario generale della Cgil della provincia di Lucca esprime pubblicamente il suo dissenso.

«Vengono chiamate ditte di manutenzioni esterne con pochi dipendenti per eseguire servizi di manutenzione, che non hanno mascherine né guanti. C’è troppo lassismo e non si rispettano i criteri minimi di sicurezza per loro. Abbiamo ricevuto segnalazioni, dalla Piana e dalla Mediavalle Garfagnana, che riguardano il settore della metalmeccanica e altri: si considera questo periodo di pausa dal lavoro per un’emergenza al pari delle ferie estive. Non va bene agire così. Nelle aziende medio grandi si applicano i criteri di sicurezza, gli ambienti sono sanificati, i lavoratori rispettati. Non per quelli delle piccole imprese chiamate a svolgere servizi di manutenzione. Dispiace oltretutto in un territorio, come la Lucchesia, in cui le imprese virtuose dal punto di vista della sicurezza sono tante davvero».

Rossi lancia un appello agli imprenditori titolari delle grandi e medie aziende del nostro territorio. «Mi rivolgo alle associazioni datoriali - spiega - affinché rispettino e facciano rispettare i requisiti minimi di sicurezza. Qualora ricevessimo denunce che il rispetto non viene applicato, non esiteremmo a segnalare le singole situazioni alle attività preposte, a denunciarle: e si tratterebbe di reati penali. Su questi temi abbiamo un filo diretto con la prefettura. Il nostro invito, piuttosto, è a condividere tutti lo sforzo che il Paese sta facendo per limitare il più possibile il rischio di contagio del virus».

E, sempre il segretario generale Rossi, aggiunge di «essere sorpreso che, ancora oggi, qualcuno continui a mettere in atto logiche che non sono conformi alle regole vigenti. Dobbiamo stare attenti, perché così facendo si rischia di creare problemi su problemi che già esistono. Al contrario, tutte le aziende devono collaborare e attivarsi per far rispettare i protocolli siglati».

Del resto la Cgil, in particolare negli ultimi giorni in cui l’allarme contagio da coronavirus si è fatto più pressante, non ha mai fatto mistero di propendere, in tutti i luoghi di lavoro dove non esistano le condizioni di sicurezza per proseguire l’attività, a interromperla. «Meglio chiudere - conclude Rossi -, laddove non ci siano al momento le condizioni per andare avanti». —

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