Il presidio
Infermiere che fanno il tampone si comprano caschi con visiera
LUCCA
In prima fila non ci sono solo i lavoratori della sanità ospedaliera ma anche quelli delle strutture territoriali dell’Asl. «Abbiamo 27 infermieri – spiega il dottor Luigi Rossi, responsabile della zona distretto Piana di Lucca – Tra le loro mansioni c’è anche quella di fare il tampone a domicilio ai soggetti a rischio di positività. Oltre a ciò, in collaborazione con i Comuni e il centro di coordinamento della protezione civile, gli infermieri si occupano delle esigenze delle persone in quarantena».
Presentarsi a casa di un soggetto a rischio Coronavirus per sottoporlo al tampone non è cosa che lascia tranquilli: il rischio di contagio è elevato. E qui si torna al problema dei dispositivi di protezione individuale a disposizione dei lavoratori della sanità. Le infermiere che hanno l’incarico di fare il tampone sono equipaggiate dall’Asl con mascherina chirurgica e guanti ma dato che non si sentono sufficientemente protette hanno deciso di comprare di tasca propria caschi con visiera per tenere gli occhi al riparo dal cosiddetto “droplet”, ovvero dalle minuscole goccioline di saliva nebulizzata attraverso cui il virus passa da un soggetto all’altro.
Intanto la rete diabetologica dell’Asl nord ovest, diretta da Graziano Di Cianni e comprende le Diabetologie di Livorno, Lucca, Massa, Versilia e Pontedera - ha risposto prontamente all'emergenza “Covid-19”: per limitare l'accesso agli ambulatori è stato messo in atto un processo di telemedicina che consente la continuità di cura. Il consulto telefonico si svolge come una normale visita ambulatoriale. Alla fine il diabetologo compila il referto e invia la documentazione clinica (referto, piani terapeutici, prescrizione di esami di laboratorio, di farmaci. ecc.) all'email indicato dall’utente o via posta. —
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