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Coronavirus, il piano della Regione: al San Luca fino a 213 contagiati

Gianni Parrini
L'ospedale San Luca di Lucca
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L'ospedale San Luca di Lucca

Saranno una trentina i posti disponibili per la terapia intensiva: ecco il dettaglio del progetto

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LUCCA. Al San Luca potranno essere ricoverati fino a 213 pazienti ammalati di Covid. Saranno una trentina i posti letto per i soggetti più gravi, bisognosi di terapia intensiva. Il piano di riorganizzazione dei presidi predisposto dalla Regione per la gestione dell’emergenza pandemica è tarato su un carico di 2-3mila pazienti. In Lombardia ci sono circa 5mila ricoverati (di cui oltre 600 in rianimazione), ma la popolazione è più del doppio di quella della Toscana (10 milioni contro 3,7). I calcoli quindi dovrebbero essere giusti e al momento siamo lontani dalla soglia limite: con i 160 casi di ieri, nel Granducato siamo arrivati a 630 positivi, ma la maggior parte sono in isolamento domiciliare e i ricoverati sono poco più di 200. La domanda di fondo è: un sistema come quello toscano, con 12.000 posti letto disponibili e con oltre 400 letti di terapia intensiva, può andare in crisi nell'eventualità di 2-3.000 ricoveri? La risposta è “no”, a condizione che il sistema si organizzi diversamente.

Per questo gli ospedali si stanno preparando, ridisegnando gli spazi per accogliere più gente possibile ma cercando di mantenere le attività che sono legate a patologie tempo-dipendenti. Il piano predisposto dall’unità di crisi prevede di ricavare 2.880 posti letto spalmati sui vari presidi della Regione. Che però non avranno tutti gli stessi compiti in questa emergenza. Saranno infatti suddivisi in ospedali Covid-19 di tipo A, ovvero quelli delle tre aziende ospedaliero universitarie: Firenze, Pisa e Siena; ospedali Covid tipo B che hanno un numero di posti letto di terapia intensiva tale da creare un'unità Covid riservando anche posti letto Non Covid (il San Luca è tra questi). Infine ci saranno gli ospedali gli ospedali No Covid: sono quelli senza terapia intensiva da non coinvolgere nel trattamento dei pazienti malati di Coronavirus. Negli ospedali di tipo A e B devono essere tolte tutte le attività non necessarie (interventi chirurgici programmati, attività ambulatoriali, ecc) mentre devono essere garantite emergenza/urgenza, oncologia, trapianti, centro ustioni, visite urgenti, ecc.

Il grosso ruota intorno alle ospedali universtari: a Careggi i posti per i pazienti Covid saranno 433, a Cisanello 473, a Siena 307.

Per quanto riguarda il San Luca il computo totale dei posti previsti per i pazienti Covid è di 213 letti. È è un dato a cui si arriva con una serie di Calcoli. I letti di terapia intensiva in condizioni normali sono 10 (il numero in realtà è variabile sino a 12): il piano prevede di dedicarne 8 ai pazienti Covid e di lasciarne 2 per il resto dei casi. Al San Luca, inotre, ci sono 20 letti di subintensiva che possono agilmente essere trasformati in letti di terapia intensiva creando un reparto unico. Siamo quindi a una trentina di letti rianimazione. Poi c’è tutto il resto: ovvero il reparto bolla di Malattie infettive gestito in modo multidisciplinare in cui finiscono i malati che hanno problemi ma non necessitano di essere intubati. Per questo al San Luca possono essere ricavati fino a 187 posti letto sfruttando altri reparti. In caso di necessità si possono utilizzare anche i ventilatori della sale operatorie: il piano ne conta 4 ma ce ne sono di più. La riorganizzazione procederà a step: al momento i ricoverati Covid sono 26 (14 terapia intensiva, 12 malattie infettive).

 

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