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Compiti assegnati a distanza «Non sappiamo quando finirà»

Martina Trivigno
Compiti assegnati a distanza «Non sappiamo quando finirà»

Gli istituti puntano sul registro elettronico, ma non escludono altre funzionalità La dirigente scolastica Dora Pulina: «Vogliamo stare al fianco delle famiglie»

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lucca. Ora è ufficiale: le scuole di ogni ordine e grado resteranno chiuse fino al 3 aprile per l’emergenza Coronavirus, ma le lezioni, in qualche modo, devono andare avanti.

Alla scuola elementare “Giovanni Pascoli”, ad esempio, proprio nel centro storico di Lucca, gli insegnanti si sono già organizzati per garantire (perlomeno per quanto possibile) l’avanzamento del programma. Certo, non è proprio come essere in classe, ma gli strumenti tecnologici un aiuto lo stanno dando. «Ci siamo organizzati, intanto, con il registro elettronico – spiega l’insegnante Andrea Giannasi – uno strumento che tutte le famiglie hanno a disposizione. Il punto, comunque, adesso è un altro: per quanto tempo, ancora, andrà avanti questa fase d’emergenza. Per il momento, infatti, riusciamo ad assegnare i compiti, i piccoli alunni li eseguono e noi insegnanti li correggiamo. Tutto questo avviene in ambito familiare, ma quello che manca è l’incontro con l’applicazione delle conoscenze che, soprattutto alle scuole elementari, alla base dell’istruzione, è fondamentale».

Ma nonostante le comprensibili difficoltà, per una situazione che è piombata addosso alle famiglie all’improvviso, Giannasi fa sapere che, in generale, la risposta è stata molto buona. Sia da parte delle famiglie che dei piccoli alunni.

«Questo è un momento di studio e approfondimento – commenta la professoressa Dora Pulina, dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo statale Lucca Centro storico – L’intento, è coordinare le iniziative, mantenendo il contatto con le famiglie e gli alunni, soprattutto con quelli più deboli. Perché il registro elettronico non può più bastare: servono nuove funzionalità, ora che i tempi di chiusura delle scuole si dilatano. La nostra speranza è che tutto possa tornare alla normalità al più presto, ma se le cose dovessero andare avanti così ancora a lungo, pensiamo di studiare una nuova formula che si avvalga anche della video didattica. L’importante è far comprendere che la scuola c’è e non abbandona i suoi studenti». –

Martina Trivigno

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