Il Tirreno

Lucca

Il caso curioso tra storia e burocrazia 

Nel cuore della Garfagnana l’unica zona rossa toscana

Daniele Dei
Nel cuore della Garfagnana l’unica zona rossa toscana

Un’exclave modenese di sei ettari nel cuore del paese di San Pellegrino in Alpe in cui vivono 7 persone, con case, locali e anche la Pieve divise tra due Regioni 

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Ci sono sette persone in zona rossa all’interno della Toscana. È la situazione, paradossale, che un unicum geografico presenta in questo difficile momento legato alla situazione del Coronavirus. È la strana storia di San Pellegrino in Alpe, paese geograficamente in provincia di Lucca, frazione di Castiglione di Garfagnana, ma che condivide un pezzo del piccolo borgo con il Comune di Frassinoro, in provincia di Modena.

Pur essendo il confine regionale e il Passo Radici più su di un chilometro, dentro San Pellegrino si trova una exclave modenese per un curioso fatto storico, e che ancora oggi condizione la geografia amministrativa del territorio. Intorno all’anno 1110 toscani ed emiliani si contesero le spoglie di San Pellegrino, arrivato sull’Appennino Tosco Emiliano dalla Scozia. La storia narra che, per trovare una soluzione, il feretro fu posto sopra un carro condotto da due tori, uno lucchese e uno emiliano, che furono lasciati andare per fermarsi dove oggi si trova la chiesa. Essendo dentro il territorio toscano, agli emiliani furono concessi, oltre a metà chiesa, un totale di sei ettari di territorio, dove oggi vivono sette cittadini i quali sono, appunto, emiliani che vivono dentro la Toscana, votano a Frassinoro ed eleggono il presidente della Regione Emilia-Romagna. San Pellegrino in Alpe, dunque, è al momento l’unica zona rossa in Toscana.

«Lo riteniamo un problema esclusivamente cartografico – commenta il sindaco di Castiglione Daniele Gaspari – se ci fossero stati dei problemi di salute o dei contatti da Coronavirus è chiaro che tutti i residenti del paese, una decina di persone, sarebbero stati degni della stessa attenzione. In questo periodo, comunque, non c’è il turismo che arriva qui in estate, il museo è temporaneamente non accessibile e anche la chiesa, già limitata al solo servizio domenicale, è chiusa per il decreto del governo». Pieve che tra l’altro è a sua volta divisa in due: la navata infatti è per metà in Toscana e per l’altro lato in Emilia. Persino le poche attività economiche dividono i loro metri quadri tra Castiglione e Frassinoro.

«Se passiamo dalla cucina al bar dovremmo metterci in quarantena, con le norme attuali. È un bel paradosso», commenta Vanessa Verucchi, titolare col marito Paolo Marchi Lunardi del ristorante “L’Appennino Da Pacetto”.

«Come gestire la “zona rossa” di San Pellegrino è una domanda senza una risposta – dice il sindaco di Frassinoro Oreste Capelli – quello è un problema geografico che non abbiamo mai risolto. Effettivamente un nostro residente di quella frazione per venire a Frassinoro dovrebbe passare comunque dal suolo toscano e viceversa. Guardando al decreto è difficile affrontare la questione».

Dal folklore alla realtà dei fatti, al Passo Radici arriveranno a breve i controlli sugli ingressi e le uscite da e per la provincia di Modena. «Abbiamo avuto un contatto con la Prefettura di Lucca – spiega il sindaco di Castiglione di Garfagnana – ci sono stati vari incontri ieri mattina ma l’organizzazione dei presìdi spetta a quella di Modena, per cui dobbiamo avere aggiornamenti dall’Emilia. A oggi sono previsti dei punti di controllo saltuari al confine e cerchiamo di organizzarci con i nostri carabinieri». —

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