Il Tirreno

Lucca

I negozianti soci di Confcommercio hanno deciso di abbassare le saracinesche

I negozianti soci di Confcommercio hanno deciso di abbassare le saracinesche

I vertici dell’associazione hanno preso atto della richiesta spontanea giunta da molti operatori. Chi vuole però può aprire

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lucca. I negozi che aderiscono a Confcommercio - fatta eccezione di quelli che vendono beni di primaria necessità - hanno deciso di chiudere le attività in via temporanea. Un fatto eccezionale, ancora più per il fatto che la richiesta da parte degli operatori è giunta in modo pressoché spontaneo. Le chiusure sono partite ieri, ma oggi probabilmente si vedranno gli effetti anche numericamente più importanti.. È stato sulla scia delle richieste che ieri mattina, martedì 10 marzo, i vertici di Confcommercio insieme ai sindacati delle singole categorie si sono riuniti per prendere in esame l’ultimo decreto firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha esteso la “zona rossa” a tutta l’Italia, a seguito dell’emergenza Coronavirus. La riunione, fa sapere Confcommercio dalla sua sede in Palazzo Sani, «ha seguito di poche ore il tam tam spontaneo fra i commercianti nato già nella serata di lunedì, subito dopo la conferenza stampa di Conte, dal quale è emersa la volontà di molti negozianti di chiudere per il momento le proprie attività. Dopo un’attenta analisi della situazione, che ha tenuto conto anche di questo forte stato animo di tanti commercianti, l’orientamento di Confcommercio va dunque in quella direzione».

«Una presa di posizione difficile e dolorosa – viene spiegato -, ma in questo momento così delicato e difficile ci pare inevitabile. Un orientamento che nasce dal senso civico e da una presa di coscienza forte di quanto seria sia la situazione e di quanto necessario sia, in prima battuta, pensare alla salute del personale dei negozi, dei clienti e degli imprenditori stessi».

«Nel rispetto delle disposizioni emanate dal Governo – prosegue la nota - ci saranno categorie commerciali chiamate a rimanere aperte per garantire all’intera cittadinanza i beni di prima necessità come ad esempio cibo e medicine: a questi eroici imprenditori va tutta la nostra ammirazione, per il coraggio e il senso del dovere che dimostrano e dimostreranno nelle settimane a venire».

Ci saranno ulteriori misure da parte dell’associazione, per informare i cittadini sulle motivazioni di questa drastica decisione. «Nelle prossime ore – insiste infatti la nota diffusa – la nostra associazione lavorerà a un’operazione di divulgazione di questo messaggio che sia compatta e omogenea. È prevista anche la realizzazione di una cartellonistica unica, da affiggere all’esterno di ogni negozio, che spieghi le ragioni della chiusura. E che verrà inviata ai nostri soci in tutti i modi messi a disposizione dalla tecnologia di cui oggi possiamo disporre».

«Adesso è il momento dell’emergenza – termina la nota – e della responsabilità ma Confcommercio e i suoi sindacati si prenderanno poi carico come fatto finora, ma con ancora maggiore forza, di affrontare e discutere con le istituzioni misure forti e concrete per sostenere l’imprenditoria che da questa difficile fase uscirà devastata, ma forse più compatta di prima». Ovviamente non si tratta di un provvedimento coercitivo: chi vorrà, tra gli associati, rimarrà aperto. Così come tra i non associati, tra cui i punti vendita in franchising. —

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