Italia
«La Cosap sia rinviata al 2021 e gratuità in tutti gli stalli blu»
lucca. Bene i provvedimenti del Comune, ma serve più carezza e, magari, uno slittamento uleriore della Cosap. È il commento a caldo di Confcommercio sulle misure adottate da Palazzo Orsetti. «Ci preme rimarcare subito - dice palazzo Sani - come lo slittamento a giugno della Cosap vada definito con più chiarezza. È impensabile infatti che gli imprenditori possano a giugno saldare tutte assieme le scadenze previste già inizialmente per quel mese e le altre che adesso vengono prorogate. Crediamo sia opportuno lavorare sin da ora a una rateizzazione che di fatto sposti al 2021 non solo la Tari, ma anche la Cosap prevista da qua a giugno. E su questo punto certamente non faremo mancare le nostre proposte, come sempre. Sperando, naturalmente, che da qua ad allora l’emergenza si sia conclusa».
Sulla questione parcheggi «on c’è dubbio che sia condivisibile la annunciata intenzione di concedere parcheggi gratis 24 ore su 24 ma solo alla fine dell’emergenza. Concederli oggi, con Lucca desolatamente vuota, non avrebbe alcun senso. Non siamo d’accordo invece sulla volontà di rendere gratuiti soltanto tre parcheggi in struttura: una volta superata l’emergenza, serviranno misure massicce e veramente impattanti per invogliare in tutti i modi possibili le persone a tornare a muoversi. Chiediamo pertanto sin da ora che la misura dei parcheggi, con modalità da concertare, coinvolga tutti gli stalli blu del centro storico e dei quartieri esterni.
«Detto questo – insiste la nota -, la nostra battaglia va avanti più forte che mai e con essa la raccolta firme lanciata due giorni fa per chiedere la sospensione dei tributi, ma anche delle utenze (acqua – luce – gas) oltre che dei mutui bancari per gli imprenditori di tutte le categorie merceologiche, dai pubblici esercizi alle strutture ricettive, fino ai negozi di abbigliamento e quelli più tradizionali, nessuno escluso. Riguardo alla raccolta di firme, gli uffici di Confcommercio sono a disposizione per la consegna dei moduli. Deve essere chiaro a tutti che le attività oggi sono ferme e non hanno denaro per sostenere le spese correnti. Ecco perché ci rivolgiamo calorosamente anche alle organizzazioni sindacali, affinché facciano anche loro propria questa battaglia che investe non solo il mondo del commercio, ma anche quello sociale e occupazionale». —
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