Italia
«In isolamento fino a domenica ma per fortuna stiamo bene»
Parla la coppia lucchese che ha partecipato all’evento di Ferrara in cui ci sono stati nove contagiati
Galeotto fu il ballo. Nel weekend 21-23 febbraio all’hotel Astra di Ferrara, si è tenuto un raduno di appassionati di milonga, a cui hanno partecipato 120 ballerini arrivati da tutta Italia e perfino dall’estero. È qui che il Coronavirus ha trovato ospiti da contagiare. Sono almeno nove i presenti all’evento poi risultati positivi al Covid-19: tre spagnoli, due coppie toscane (due sessantenni della Valdera e due settantenni della Val di Cornia), un ballerino polesano e un videomaker romano. Tra i partecipanti c’erano anche i due lucchesi per cui il sindaco Alessandro Tambellini, martedì ha firmato un’ordinanza di isolamento fiduciario. Si tratta di un 64enne dipendente di un ente pubblico, e della sua compagna, una libero professionista. Stanno bene, non hanno sintomi e pertanto – secondo protocollo – non si è ritenuto di sottoporli a tampone. Per precauzione, però, dovranno restare rinchiusi fino a domenica (ovvero due settimane dopo l’evento ferrarese) in una villetta della periferia di Lucca. «Sia io che la mia compagna stiamo bene – racconta l’uomo, raggiunto telefonicamente dal Tirreno – Ho saputo che una coppia della Valdera è risultata positiva. Credo di conoscerli: penso che la signora abbia ballato con uno degli spagnoli risultati contagiati Mi dispiace. A noi per fortuna non è successo». L’appassionato di milonga ci racconta come è iniziata la sua vita da recluso: «Dopo una settimana dall’evento di Ferrara (lunedì 2 marzo, ndr), abbiamo ricevuto una mail dagli organizzatori dell’evento in cui ci veniva comunicato che tre partecipanti spagnoli erano risultati positivi. Ho chiamato il medico, il quale mi ha dato i due numeri da chiamare per casi come il nostro. In pratica ci siamo autodenuncianti e messi in isolamento ancor prima che arrivasse l’ordinanza del sindaco. Lo abbiamo fatto per senso di responsabilità. Da quel momento siamo in contatto con il dipartimento della Prevenzione dell’Asl: ogni giorno, tra le 12 e le 12,30 riceviamo una telefonata dal personale sanitario che si informa sulle nostre condizioni di salute e prende nota delle temperature corporee».
L’isolamento non è facile, soprattutto se stando a casa si accende la tv, dove si parla solo di Coronavirus: «Capisco come nelle persone si inneschi una sorta di insicurezza dello star bene, un malessere indotto dalle notizie che circolano e da una percezione amplificata di tutto quello che succede al proprio corpo. Un normale colpo di tosse o uno starnuto diventano altro. Per fortuna siamo riusciti a non cadere in paranoia, aiutati dal fatto che le nostre condizioni di salute sono oggettivamente buone: la temperatura è sempre rimasta intorno ai 36 gradi e non abbiamo accusato alcun malessere. Il cibo? Ne abbiamo e se ci manca qualcosa i parenti ce lo lasciano davanti alla porta». Prima di scoprire di aver frequentato un luogo a rischio c’è voluta una settimana, durante la quale la coppia ha condotto un’esistenza normale tra lavoro e relazioni sociali. «Secondo i medici dell’Asl le persone che sono venute in contatto con noi non corrono rischi. Anche nel luogo in cui lavoro erano state adottate misure di prevenzione sulle distanze da tenere. In ogni caso siamo totalmente asintomatici e domenica saremo fuori pericolo». —
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