L’esperto rassicura la gente: «Il virus sta rallentando»
L’ex direttore di Igiene e Sanità pubblica dell’Asl all’incontro alla Misericordia Le sue risposte a dubbi e curiosità del pubblico aiutano a scacciare il panico
«Se il Coronavirus è pericoloso? Una persona su sei si ammala in maniera grave, ma l'80% dei casi nel mondo sono guariti. E i dati, adesso, cominciano a essere tranquillizzanti pure sul fronte dei contagi: il virus sta rallentando la sua diffusione. Questo grazie anche la responsabilità delle persone che hanno avuto contatti con le "zone rosse" e subito hanno chiamato l'Asl. A loro va il nostro plauso». Il dottor Alberto Tomasi, ex direttore dell’area Igiene e Sanità pubblica dell’Asl Toscana nord ovest, ora in pensione, ha la voce ferma, mentre parla. Davanti a lui, nella chiesa della Misericordia di Lucca, ci sono una trentina di persone a ascoltarlo. È giovedì sera, la pioggia fuori è incessante. Ma quel gruppo non ha voluto perdersi l'incontro in cui si parla del tema del momento: il Coronavirus.
Cesare Rocchi, governatore della Misericordia, fa gli onori di casa, poco dopo arriva anche il sindaco Alessandro Tambellini che si siede sulle panche, tra le prime file. Poi il dottor Tomasi prende la parola e comincia a spiegare come tutto sia iniziato dal mercato di Wuham, una città della Cina con oltre 10milioni di abitanti. «Sappiamo che il Coronavirus proviene dagli animali – spiega il medico – ma perché avvenga il cosiddetto "salto di specie" fino all'uomo ancora non siamo riusciti ad accertarlo. Quel che è certo è che il Covid-19 si diffonde molto in fretta e ha una grande capacità di mutare».
Il dottor Tomasi lo dice poi chiaramente: «Nessun Paese potrà dire di non aver visto il virus. In tanti mi chiamano, anche dalla Lucchesia, soprattutto persone legate al mondo delle industrie che, di solito, hanno scambi più frequenti con l'estero. A loro consiglio di chiamare il numero dell'Asl e di capire come agire in base alla situazione». Il clima dei partecipanti all'assemblea è disteso. Ascoltano in silenzio; poi, ogni tanto, si fanno avanti con qualche domanda. Ad esempio se esiste un modo per contrastare la malattia. «Il mio consiglio è di vaccinarsi – risponde il dottor Tomasi, che precisa – Non esiste un vaccino specifico contro il Coronavirus, ma quello annuale contro l'influenza e quello contro la polmonite possono essere utili in caso di malattia visto che il virus attacca l’apparato respiratorio. Il consiglio riguarda soprattutto anziani e operatori sanitari».
«La paura è comprensibile – spiega Jacqueline Baraglia, seduta tra il pubblico – ma dobbiamo avere fiducia nel personale medico. Non dobbiamo perdere le staffe ma essere informati. Capire quali siano i fattori per evitare che il virus si propaghi: dall'uso della mascherina quando si hanno sintomi di malattie respiratorie e all'importanza di lavarsi le mani con cura. Accortezze che, in questa fase, possono fare la differenza». Sulla stessa lunghezza d'onda anche Sergio Mura, direttore della Misericordia. «Quello che consigliamo ai volontari della nostra associazione - spiega - è di seguire con rigore il protocollo dell'Asl. I ragazzi, comunque, sono abbastanza tranquilli. Sono preparati ad affrontare questa emergenza e hanno voglia di portare avanti quella che, da sempre, è la loro missione: aiutare gli altri». Alessandro Giglioli, anche lui tra il pubblico, sa che la situazione è complicata. «Ho un'azienda che importa molti prodotti dalla Cina - racconta - e l'economia sta soffrendo. Ma, oltre a questo, dobbiamo lavorare tutti per arrestare la diffusione del virus». Infine Gloria Agnitti. «Non ci lasciamo prendere dalla psicosi - conclude - ci faremmo solo del male. Fa paura il Coronavirus, lo capisco. Ma dobbiamo essere responsabili e rispettare le disposizioni». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
