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San Luca, istituito il check point all’ingresso Obiettivo: garantire la sicurezza dei presidi

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San Luca, istituito il check point all’ingresso Obiettivo: garantire la sicurezza dei presidi

Cittadini in coda dietro le transenne in attesa di igienizzarsi le mani o di indossare le mascherine per entrare in ospedale 

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LUCCA: Obiettivo primario: garantire la sicurezza dei presidi ospedalieri. Lo ha ribadito più volte in questi giorni il governatore Enrico Rossi e per questo motivo da ieri all’ingresso dell’ospedale San Luca sono stati istituti i check point di controllo. A cosa servono? «A verificare che chi entra in ospedale non abbia tosse o raffreddore – spiega un addetto – Se è tutto ok al soggetto vengono fatte igienizzare le mani e lo si lascia passare. Se invece ha questi sintomo gli viene rilevata la temperatura e gli si fa indossare una mascherina come misura cautelativa nei confronti delle altre persone». Tutto qua. Certo è che vedere uomini e donne in fila indiana dientro le transenne, mentre aspettano il loro turno, sotto lo sguardo vigile dell’addetto alla sicurezza, fa un certo effetto. Quello principale, dunque, è divenuto l’unico accesso al San Luca, (oltre al Pronto soccorso). I varchi laterali, peraltro poco conosciuti dai cittadini, sono stati chiusi. In tutti gli ospedali inoltre sono state attivate specifiche misure di limitazione degli ingressi, consistente in una riduzione dell’orario di accesso (7-21) e degli orari di visita nei reparti di degenza (7-8; 12,30-14,30, 18,30-19,30) e la possibilità di autorizzare la presenza di un solo visitatore per paziente, incluse le assistenze H24 autorizzate dal coordinatore. Inoltre nelle aree che erogano prestazioni assistenziali (Cup, ambulatori, radiologia, Day Hospital, Day Surgery, etc) è consentita la presenza dei soli pazienti o, se necessario, di un solo accompagnatore.

Misure che di certo hanno un impatto poco piacevole su chi in questo periodo si trova a dover assistere un paziente ricoverato in ospedale. L'azienda sanitaria ne è consapevole e chiede ancora la comprensione della cittadinanza, visto che si tratta di provvedimenti assunti a tutela della salute collettiva: il piccolo disagio legato al rispetto di queste semplici norme aiuterà gli operatori dell’Asl a gestire al meglio l’emergenza e proteggere gli utenti più fragili.

Intanto i medici di famiglia sono alle prese con giornate di duro lavoro. «È una situazione impegnativa – spiega il dottor Umberto Quiriconi, presidente dell’Ordine – Tuttavia la popolazione sta recependo il consiglio di non presentarsi in ambulatorio senza aver prima telefonato. Di fatto in questi giorni i nostri studi sono meno affollati del solito ed è un bene per evitare situazioni di rischio». Ci sono poi esempi lodevoli come quello di una coppia di cittadini rumeni che dopo aver chiamato il medico, si è presentato in ambulatorio con tanto di mascherina per una semplice faringite: «Li ho elogiati – ha detto Quiriconi – Hanno preso questa precauzione a tutela degli altri presenti, dimostrando senso civico anche se per fortuna non avevano niente di grave». —

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