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Rupecava, una mostra per recuperare l’Eremo

Danilo Renzullo
Rupecava, una mostra per recuperare l’Eremo

L’esposizione si terrà nell’Istituto vendite giudiziarie di Lucca e sarà inaugurata sabato: il termine fissato al primo marzo

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lucca. L’arte per finanziare la rinascita del più antico romitorio d’Europa. Sarà inaugurata sabato, nei locali dell’Istituto vendite giudiziarie di Lucca, la mostra dei dipinti donati dal pittore umbro Ernando Venanzi all’associazione Eremo di Rupecava. Un’esposizione temporanea (la mostra chiuderà il primo marzo) finalizzata a raccogliere i fondi necessari a ristrutturare la chiesa di Santa Maria, uno dei principali componenti dell’Eremo di Rupecava, l’antico complesso monastico che sorge sulle colline di Ripafratta da anni abbandonato e a più riprese finito nel mirino di ladri e vandali. Saranno oltre quaranta le opere esposte (con prezzi a base d’asta che variano da 200 a 3mila euro), la cui vendita servirà a finanziarie il recupero strutturale, architettonico ed artistico della chiesa. Per concretizzare il progetto, già approvato dalla Soprintendenza, occorrono circa 100mila euro. Alla vendita dei quadri si aggiungerà probabilmente un crowdfunding per raccogliere i fondi necessari a salvaguardare e a riportare all’antico splendore il piccolo gioiello artistico ed architettonico da anni abbandonato. Lo scorso gennaio si è concretizzato il passaggio di proprietà della struttura ad un gruppo di quattro privati del territorio (un imprenditore edile, un ristoratore, un ingegnere e un ex professore universitario) che ha acquistato il complesso religioso per ristrutturarlo e, in futuro, trasformarlo in una struttura turistica e ricettiva in grado di coniugare gli aspetti religiosi con le esigenze di chi vuole rifugiarsi in un clima di solitudine e contemplazione. Gli sforzi iniziali si concentreranno sulla ristrutturazione del tetto, in parte crollato, e della pavimentazione della chiesa con l’obiettivo di rendere nuovamente agibile e restituire alla comunità religiosa il luogo di culto, da alcuni anni “imprigionato” in un groviglio di impalcature installate a protezione della struttura soprattutto per evitare ulteriori crolli. «Puntiamo ad inaugurare il prima possibile il cantiere – le speranze di Giovanni Becucci, 72enne di Riprafatta, uno dei quattro compratori dell’Eremo – e a completare i primi interventi di ristrutturazione della chiesa entro il prossimo anno». Il progetto prevede la ricostruzione del tetto e del pavimento, il recupero delle antiche tombe conservate nella chiesa e a più riprese vandalizzate, dei confessionali e degli infissi in legno oltre ad una riqualificazione artistica degli affreschi che testimoniano il passaggio nella zona di Sant’Agostino e San Guglielmo. Previsto anche il recupero dell’antico pozzo e la riqualificazione della scala che conduce alla cosiddetta grotta della “gocciola”, la principale delle due che rendono ancora più misterioso il luogo di culto. –

Danilo Renzullo

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