Amazon, il gigante che “garba” ai lucchesi Ma l’e-commerce fa male ai negozianti
Apparecchi elettronici, capsule di caffè e collari per cani gli articoli più acquistati. Ma intanto le attività di vicinato sono in crisi
C’è chi lo ama e chi lo odia. Chi gli attribuisce la colpa per la chiusura di tanti storici negozi di vicinato (anche a Lucca) e chi invece tesse gli elogi di un servizio rapido, affidabile e conveniente. Comunque la si pensi il “fenomeno Amazon” è uno dei più rilevanti del tempo presente. La società fondata da Jeff Bezos negli anni ’90 è diventata la numero uno al mondo per ciò che riguarda gli acquisti online (e non solo), riuscendo a battere la diffidenza generalizzata che questo tipo di transazioni scontavano sino a qualche anno fa. Merito di un’offerta pressoché illimitata di articoli, di prezzi spesso e volentieri vantaggiosi e di tempi di consegna a domicilio ultra rapidi (24 ore). A ciò si aggiunge una affidabilità che, giorno dopo giorno, induce sempre più persone ad affidarsi a questa pratica.
A farle da contraltare c’è l’impatto sul tessuto economico e produttivo di città e piccoli centri, che per forza di cose devono fare i conti con gli acquisti online (non solo su Amazon). Molti negozi di abbigliamento sono stati costretti a mettere regole stringenti perché sempre più spesso sedicenti clienti si presentavano solo per provarsi un abito che poi avrebbero comprato online per risparmiare. A Lucca nel 2019 hanno chiuso i battenti 558 attività e il settore del commercio al dettaglio è stato uno dei più colpiti. Tutta colpa di Amazon? Difficile dirlo anche perché l’azienda non fornisce i dati di vendita per singola area. L’unica cosa che Amazon dà sono i bestseller, ovvero gli articoli più venduti. Nel 2019 i lucchesi hanno acquistato sul sito di e-commerce prevalentemente elettronica di consumo, caffè in capsule e prodotti per animali. Questo almeno è ciò che si evince dalla lista dei 10 prodotti più richiesti nella città dell’arborato cerchio (alcuni dei quali si ripropongono, differendo solo per colore e formato). Nella grafica qui sopra potete vederne alcuni. Ma da queste “tracce” capire se i lucchesi sono particolarmente adusi agli acquisti online è complicato: un ulteriore indizio ce lo fornisce sempre Amazon con la classifica delle 10 città “più romantiche” d’Italia. La graduatoria è stata stilata in base alla comparazione delle vendite pro capite di romanzi rosa nell’ultimo anno, includendo sia gli eBook Kindle sia i libri cartacei, nelle città con più di 60.000 abitanti. Ebbene, in questo elenco, che vede sul podio Bolzano, Como e Trieste, Lucca figura al 6° posto dopo Milano (5ª) e Vicenza (6ª). Classifiche che francamente lasciano il tempo che trovano: più significativa è senza l’altro l’esperienza giornaliera che si può fare in città, dove i corrieri dediti alla consegna dei pacchi proliferano ovunque. Così come è in espansione la rete logistica e di distribuzione del colosso di Bezos. In Toscana Amazon ha un deposito a Calenzano. È da qui che partono i pacchi destinati alla zona di Lucca. Presto però potrebbe nascere un secondo deposito di distribuzione a Montacchiello: nessun annuncio ufficiale ma le ruspe sono già al lavoro per costruire un capannone di 8mila metri quadrati in cui lavoreranno 250 persone. Sarà usato come magazzino per le consegne "prime", quelle nelle ventiquattr’ore. L’area da coprire con i corrieri che portano il logo dell’azienda (ma ci sono anche Bartolini, Poste, Gls, Sda, Dhl, Nexive, Sailpost, Tnt) è praticamente l’intera costa toscana, dal confine con la Liguria fino a Grosseto. Fine lavori prevista per il 2020. —
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