Fallita la Free Meccanica: debito di 1,5 milioni
Sino allo scorso anno l’azienda di manutenzione e riparazione macchine industriali per la carta aveva 16 dipendenti
COREGLIA. Era stata posta in liquidazione da diverso tempo e alla fine la Free Meccanica srl con sede a Piano di Coreglia è stata dichiarata fallita dal tribunale. La sentenza dei giudici della sezione fallimentare (presidente Giacomo Lucente, giudici Massimo Niro e Carmine Capozzi) è legata all’istanza presentata da uno dei fornitori - la Sitec srl di Valdagno nella persona dell’amministratore unico Leone Francesco Nardon che vantava un credito di oltre diecimila euro.
Credito che, preso singolarmente, non sarebbe stato sufficiente a decretare il fallimento aziendale (serve un’esposizione debitoria superiore ai 30mila euro), ma quell’importo va sommato all’ingente debito aziendale dimostrato dai bilanci depositati nel 2018. Stando ai giudici della sezione fallimentare in quel bilancio erano stati rilevati debiti per 1 milione e 446mila euro di cui 1 milione e 352mila 857 esigibili entro il 2019. Ma in tribunale - in relazione al ricorso per la dichiarazione di fallimento presentata dalla Sitec srl - si è presentato senza opporsi alla parte creditrice il liquidatore e rappresentante pro tempore della Free Meccanica srl, Giuseppe Lupi, 62 anni, di Gallicano. Il segnale che l’azienda non avrebbe potuto far fronte neanche a quella minima obbligazione. La situazione era precipitata a tal punto che il tribunale fallimentare non ha potuto far altro che decretare il crac aziendale.
STORIA E SCADENZE
La Free Meccanica srl nasce nel 2014 e sino allo scorso anno sono sedici i dipendenti indicati in Camera di Commercio. Oggetto sociale dell’azienda è la progettazione e realizzazione di macchine e parti meccaniche per la lavorazione della carta, del cartone e degli imballaggi e più di recente della realizzazione di sacchetti di carta.
Ma la concorrenza e la crisi del settore avevano portato, nel giro di qualche anno, ad un’ingente esposizione debitoria. Una spirale che ha provocato la morte dell’impresa.
Adesso il giudice delegato Giacomo Lucente ha nominato come curatore fallimentare il ragionier Marco Cattani stabilendo per il 14 luglio prossimo l’esame dello stato passivo. Sono già stati consegnati al tribunale, i bilanci, i libri contabili e le scritture fiscali obbligatorie. I creditori e gli aventi diritto entro il termine perentorio di trenta giorni prima dell’adunanza dei creditori potranno presentare le domande di insinuazione al passivo.
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