Il Tirreno

Lucca

Volare, da gioco a lavoro Il sogno degli studenti: guardare il mondo dall’alto

Gianni Parrini
Volare, da gioco a lavoro Il sogno degli studenti: guardare il mondo dall’alto

Grande successo per il corso di cultura aeronautica: ieri l’incontro a Tassignano I più bravi avranno la possibilità di sedersi al posto di comando di un S-208

3 MINUTI DI LETTURA







«Egli imparò a volare, e non si rammaricava per il prezzo che aveva dovuto pagare. Scoprì che erano la noia e la paura e la rabbia a rendere così breve la vita». Il sentimento descritto da Richard Bach nel Gabbiano Jonathan Livingston lo si ritrova negli sguardi curiosi e desiderosi di apprendere degli studenti lucchesi che ieri mattina erano all’aeroporto di Tassignano per il corso di “Cultura Aeronautica” organizzato dal Provveditorato in collaborazione con l’Aeronautica militare, per i ragazzi dai 16 ai 20 anni, delle scuole superiori. Curioso vedere come una generazione figlia di una cultura digitale e spesso immateriale sia affascinata da questi “draghi a elica”, fatti di acciaio e metallo, governati dalla meccanica e sorretti dai principi della fisica. La figura dell’aviatore che solca i cieli continua a rappresentare un modello attrattivo per i giovani di oggi, che non si sono lasciati scappare l’occasione di partecipare all’evento. «Avevamo previsto la partecipazione di circa 250 studenti – spiega la provveditora Donatella Buonriposi – Ma le richieste sono state oltre 500. Si tratta di un’esperienza che può avere anche sbocchi professionali verso attività meno battute».

Ed eccoli lì, gli eredi di Carlo Del Prete alle prese con la strumentazione di bordo di bordo dei cinque S-208 che nei prossimi giorni i più bravi tra loro avranno la fortuna di pilotare sotto lo sguardo vigile degli ufficiali dell’Aeronautica. «Il corso ha una durata di due settimane – spiega il maggiore Carla Angelucci – Consiste in una fase teorica che prevedeva un ciclo di conferenze a carattere divulgativo riguardanti i principi del volo e il funzionamento dell'aeroplano e in una fase pratica che prevede un’iniziale “familiarizzazione” e un successivo volo di ambientamento su uno di questi velivoli ad elica pilotati da un istruttore di volo».

Dopo la prima settimana di corso ai 250 partecipanti è stata somministrato un test che è servito a dividere gli studenti in due gruppi: “piloti” e “passeggeri”: «Ciascun pilota – spiega ancora Angelucci – riceverà un voto dal suo istruttore e i due più capaci verranno a fare uno stage gratuito all’aeroporto militare dell’Aeronautica a Guidonia. Non è un modo per reclutare nuovi piloti, piuttosto un metodo per diffondere la cultura aeronautica nelle sue tante sfaccettature, molte delle quali hanno radici in ambito civile. Il primo approccio con i ragazzi? È singolare: appena entriamo in classe ci guardano come fossimo degli extraterrestri. Ma poi si sciolgono e poco a poco vengono completamente coinvolti da questa esperienza».

All’evento di ieri erano presenti anche le autorità: dal questore ai rappresentanti dell’Arma, passando per la vicepresidente della Provincia Sara D’Ambrosio e il sindaco Alessandro Tambellini: «Per noi è un onore avere qui l’Aeronautica che presenta una proposta educativa molto valida – ha detto il sindaco – Da Icaro in poi il volo ha sempre esercitato un notevole fascino sull’uomo e in questo territorio abbiamo una grande tradizione in fatto di aviatori, mi auguro che qualcuno possa tradurre l’esperienza di oggi in un’opportunità di lavoro per il domani». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino