Più imprese di servizi e meno negozi Tiene il manifatturiero, in crisi l’edilizia
Il numero delle aziende attive è il più alto dell’ultimo triennio. Mercanti: bene così ma preoccupa il “fenomeno Amazon”
Timidi raggi di sole sull’economia lucchese. Dopo i dati incoraggianti del terzo trimestre 2019 relativi al mercato del lavoro (in provincia aumenta il numero dei nuovi assunti così come la quota dei contratti a tempo indeterminato), anche sul fronte delle aziende si delinea un orizzonte d’attesa meno cupo rispetto a quel che si è visto negli anni a di crisi. I primi nove mesi del 2019 fanno registrare il segno “+” nel saldo tra imprese nate e cessate. Anche il numero delle aziende attive è il più alto dell’ultimo triennio. I dati definitivi sull’anno appena trascorso verranno presentati nelle prossime settimane dalla Camera di Commercio di Lucca ma il trend dei primi nove mesi delinea in maniera sufficientemente netta lo scenario.
Partiamo dalla natalità e mortalità delle imprese negli ultimi tre anni (sempre prendendo in considerazione i primi 9 mesi di ciascuna annualità). Il dato del 2019 parla di 478 imprese avviate e 411 cessate. Il saldo è di + 67 (anche se solitamente molte chiusure si concentrano nell’ultima parte dell’anno). Nel 2018 le aziende nuove iscritte alla Camera di Commercio erano state 25 in meno, mentre nel 2017 il dato era stato leggermente più alto (487, +9). Sul fronte delle cessazioni invece le 411 del 2019 rappresentano il dato più basso del triennio.
Venendo alle imprese attive, la tabella mostra che l’8.181 del 2019 è nuovamente il dato più alto del triennio (+12 sul 2017 e +24 sul 2018). Andando a dare un’occhiata ai settori si nota la crescita delle attività di servizi alle imprese (in cui rientrano selezione del personale e vigilanza) e quelle legate al turismo (ad esempio le agenzie di viaggio) che in due anni a Lucca sono aumentate di 22 unità. Crescono in maniera significativa (+24) anche i servizi di informazione e comunicazione che comprendono le aziende che offrono consulenza informatica. Aumentano anche le imprese del settore immobiliare (+16) che comprendono anche i servizi di vendita e affitto. È possibile che la sharing economy degli affitti brevi per turisti stia portando alla nascita di imprese dedicate. Stabili le attività manifatturiere, mentre crescono quelle professionali. In calo le imprese edili (-45, qui la crisi non è finita) e quelle del commercio (-32), dato quest’ultimo che può essere letto in grande con l’aumento degli acquisti online e in piccolo come conseguenza del blocco alle licenze alimentari.
«Considerando il periodo sono dati positivi – spiega l’assessore alle Attività produttive Valentina Mercanti – Ci sono diversi indicatori che danno fiducia: il manifatturiero tiene e molti settori sono in crescita, specie quelli dei servizi e del turismo. Il quadro complessivo conferma che Lucca ha un tessuto economico variegato e sano, che ha saputo resistere al decennio nero della crisi. Spero che dando un’occhiata a questi numeri gli imprenditori siano invogliati a investire ancor di più sul nostro territorio. Lo sviluppo del turismo mi preoccupa? Dipende: quello di qualità, fatto anche di trasfertisti che lavorano per le cartiere, non è necessariamente un male. Ma se il riferimento è al boom di Airbnb è chiaro che il fenomeno va regolato. Mi preoccupano ancor più gli acquisti online che portano all’impoverimento del commercio tradizionale. Credo – conclude l’assessore – che il governo debba mettere mano al problema: non è possibile che colossi come Airbnb e Amazon paghino meno tasse di un piccolo artigiano». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google