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Morte di Giulia, lacrime e baci al cielo tra i banchi del dolore
All’Iti Ferrari di Borgo a Mozzano i compagni della quattordicenne hanno esposto due striscioni e la scuola è diventata il luogo del ricordo
BORGO A MOZZANO. Un bacio lanciato verso il cielo, un bacio che profuma di dolore. Un uomo tiene le buste della spesa in mano: cammina sul marciapiede con la testa bassa, la luce è abbagliante. Arriva davanti alla scuola superiore Ferrari: si ferma, alza lo sguardo sfidando il sole. Ci sono due striscioni appesi alle finestre. I suoi occhi leggono le parole scritte dai compagni di classe di Giulia Salotti: “Riposa in pace piccola, sarai la stella più luminosa del cielo”. In quell’istante è come se il tempo si fosse fermato.
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L’uomo, giacca pesante e viso segnato dal tempo, porta la mano alla bocca e poi tira un bacio tendendo il braccio verso quello striscione; in alto, in un gesto che è un misto di dolcezza e afflizione. Poi riprende a camminare. Siamo a cinquecento metri dall’ingresso di Borgo a Mozzano, paese di settemila anime che segna il confine fra la Piana e la Valle del Serchio e per chi passa da via Roma è impossibile non fermarsi un attimo di fronte a quelle parole, semplici, che raccontano una perdita enorme. La perdita di una compagna di classe, di un’amica, di una confidente, di una studentessa di 14 anni che appena da qualche mese aveva iniziato a frequentare l’Iti Ferrari, che tutti i giorni entrava in classe col suo zainetto e il suo sorriso. Dietro a quelle finestre c’è una parte importante del suo mondo: i ragazzi sono in classe, i professori alla cattedra ma i pensieri, di tutti, sono per Giulia. Nessuno di loro vuole parlare: sono chiusi nel silenzio di un dolore che a quell’età forse non credi neanche possibile. Quando alle 14. 10 suona la campanella escono da scuola e vanno via subito: giusto il tempo di un saluto veloce ma poche parole.
«Al momento stiamo lavorando con i ragazzi per elaborare questa tragedia – dichiara la dirigente dell’Isi Ferrari, Iolanda Bocci – Domani (ndr, oggi) ci sarà l’incontro con la psicologa. Abbiamo parlato un po’ con gli studenti su eventuali iniziative che vorremo organizzare per ricordare Giulia. Non c’è ancora nulla di definito però hanno proposto ad esempio di fare una raccolta di fondi da devolvere alle associazioni. I ragazzi sono davvero molto scossi: bisogna tenere presente che alcuni di loro conoscevano Giulia già dalla scuola dell’infanzia...».
Il silenzio in via Roma si fa ancora più assordante ma non c’è persona che passando davanti a quei due striscioni non si sia fermata, almeno un attimo, per Giulia. Mamme, nonni, ragazzi che hanno dato vita a un “pellegrinaggio” spontaneo davanti a quella scuola che per i borghigiani si è trasformata nel luogo del ricordo della quattordicenne vittima di una tragedia atroce. La casa del suo “principe”, papà Massimiliano, al di là del fiume, a Socciglia, in cui era quella maledetta notte è distrutta dalle fiamme. Si trova ad appena tre chilometri dalla scuola ma anche qui nessuno riesce a parlare. Nei loro occhi l’immagine di Giulia che passeggia con gli amici, di Giulia che va al circolino, di quella ragazza allegra che ha perso la vita rannicchiata sotto al letto nel tentativo disperato di mettersi in salvo. Un silenzio profondo, dappertutto. –
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