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Ponteggio in abbandono e ingresso forzato: ora l’ex Manifattura preoccupa il Comune
Ordinanza alla curatela fallimentare perché tenga in ordine l’enorme cantiere: «Vi diamo dieci giorni di tempo»
LUCCA. Di cantieri in abbandono la crisi economica ce ne ha regalati a bizzeffe. Basta fare un giro nella prima periferia. Ma le cose cambiano quando il cantiere in questione è in pieno centro ed è - con tutta probabilità - il più grande di Lucca. E quando si tratta della Manifattura.
Negli ultimi mesi più volte il Comune ha chiesto ai curatori fallimentari dell’impresa costruttrice di mettersi in regola, assicurando la sicurezza dei ponteggi e la chiusura dell’area agli estranei. Senza risultato. E così ora è arrivato il momento di un’ordinanza che impone di fare quanto richiesto entro dieci giorni. Altrimenti ci penserà palazzo Orsetti (che dell’immobile è proprietario), rivalendosi poi sui responsabili.
Tutto origina dalla crisi di Aspera, la società genovese che aveva rilevato il cantiere da Unieco, dopo il fallimento di quest’ultima cooperativa. Le difficoltà di liquidità hanno portato prima a rallentare poi (il 5 giugno scorso) a stoppare del tutto i lavori nella parte di Manifattura interessata dai progetti del Piuss, con tanto di contenzioso con il Comune. Ad agosto l’amministrazione ha dato l’ok alla risoluzione del contratto di appalto e a settembre il tribunale di Genova ha sentenziato il fallimento di Aspera nominando curatori Ermanno Martinetto e Nicola Fossati.
Poco più tardi, a ottobre, inizia il pressing del Comune. Il 9 ottobre il dirigente Antonella Giannini informa ai curatori che il cantiere «versa in stato di abbandono, così come le recinzioni dello stesso, nonché i ponteggi, compresi i teli di protezione (in gran parte già staccati). Due giorni dopo Giannini chiede alla curatela di «procedere con urgenza a una verifica della sicurezza dei ponteggi e dei teli di copertura, nonché di tutte le strutture che delimitano l’area di cantiere». Il 21 ottobre la richiesta viene ribadita anche dal Coordinatore per la sicurezza.
Il 28 ottobre, durante una riunione, l’ex amministratore di Aspera Alex Amirfeiz (che collabora con la curatela per il supporto tecnico) informa che «la società è fallita e quindi non ha più personale proprio», chiedendo che a intervenire sia la committenza.
La situazione precipita l’8 gennaio, quando durante un sopralluogo viene constatato che «l’accesso pedonale di via Vittorio Emanuele era stato forzato, aperto e quindi eventuali persone, non addette e e non autorizzate, potrebbero facilmente accedere all’interno dell’area, con i conseguenti rischi del caso. Inoltre, in alcuni punti, si intravede il distacco dei teli di protezione dei ponteggi delle facciate, fatto che potrebbe determinare ulteriori situazioni di pericolo».
Vista l’inadempienza della curatela ieri il Comune ha adottato un’ordinanza articolata articolata in diversi punti. Innanzitutto una verifica della stabilità del ponteggio e dei teli, in modo da evitare rischi soprattutto con il vento. In secondo luogo di sostituire gli elementi danneggiati e, in futuro, eseguire tutti gli interventi per mantenere in efficienza il ponteggio. Infine, occuparsi della manutenzione anche delle gru all’interno del cantiere, soprattutto dopo eventi meteorologici di forte intensità.
La curatela (ma l’ordinanza è indirizzata anche alle ditte lucchesi associate con Aspera: Martinelli impianti, Rama e Ing. Michele Bianchi & C.) dovrà fornire una relazione tecnica per dimostrare di aver “fatto i compiti” entro dieci giorni. Altrimenti sarà il Comune a occuparsi dei lavori, rivalendosi poi nei confronti della curatela con un aggravio di spesa del 20% per spese amministrative. —
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