La cocaina era nascosta all’interno dei pedalini nel giardino di casa
NEI GUAI UN OPERAIO DI BORGO A MOZZANO
BORGO A MOZZANO. Lo stavano controllando da tempo e quando una ragazza della Media Valle è uscita dal portone di un’abitazione situata a Coreglia Antelminelli i militari l’hanno subito fermata. Addosso aveva due dosi di cocaina del peso di 1,6 grammi ed è stata segnalata al Prefetto quale assuntrice di sostanza stupefacente. È stata lei a confermare ai carabinieri della stazione di Borgo a Mozzano che quello stupefacente lo aveva acquistato dall’inquilino della casa: Hamid Ettaqy, 35 anni, celibe, origini marocchino, incensurato operario cartario. Così i carabinieri sono entrati nell’abitazione effettuando una perquisizione domiciliare. Alla vista delle forze dell’ordine l’extracomunitario è uscito nel giardino prospicente l’alloggio e da sotto un mobile ha tirato fuori un pedalino di lana di colore blu all’interno del quale c’erano 9 dosi confezionate di cocaina per un totale di 7,2 grammi. Pochi istanti dopo, sempre allo stesso modo, l’operaio cartario prendeva un altro calzino di lana di colore blu e all’interno saltava fuori una bustina in plastica con all’interno 19 grammi di cocaina ancora da suddividere in dosi. I militari hanno sequestrato all’immigrato, assieme alla droga, anche 95 euro ritenute provento dello spaccio. Ettaqy è stato arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Su disposizione del sostituto procuratore Paola Rizzo l’operaio è stato trattenuto in cella di sicurezza alla Compagnia dei carabinieri di Castelnuovo e ieri mattina è stata fissata l’udienza di convalida davanti al giudice Nidia Genovese. L’operaio cartario si è difeso sostenendo che lo stupefacente sequestrato era per uso personale e non finalizzato allo spaccio e al termine dell’udienza l’arresto è stato convalidato e Ettaqy, a seguito della richiesta dei termini a difesa, è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari in attesa del processo con rito direttissimo che è stato fissato per il 28 gennaio. Nell’attesa il legale dell’imputato chiederà al giudice un permesso per il suo assistito affinché possa recarsi al lavoro. —
L.T.
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