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Lucca

Il dolore di Gildo per la chitarra perduta: «È come se avessi perso la mia compagna di vita»

Barbara Antoni
Il dolore di Gildo per la chitarra perduta: «È come se avessi perso la mia compagna di vita»

Il cantastorie è sempre più disperato: lo strumento che ha lasciato in piazzale Don Baroni è l’unico per lavorare. «Chi lo ha preso lo riporti» 

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LUCCA. Le ore passano, ma della chitarra e del leggio di Gildo dei Fantardi non c’è più traccia. E lui, l’artista di strada lucchese, un cantastorie conosciuto che si esibisce anche in altre città toscane, è sempre più preso dallo sconforto. Perché la sua Jasmine (la marca dello strumento) non è una chitarra qualsiasi. «Quando la comprai, all’incirca nel 1985, la pagai 780.000 lire. Quando la vidi, nel negozio Punto Musica a Lucca, fu una specie di amore a prima vista. Perché proprio quella, per dimensioni e forma, si rivelò adatta alla mia corporatura. Me la sentii subito addosso. È l’unica che ho a disposizione a non crearmi scompensi, a non causarmi dolori alle braccia e ad altre parti del corpo», racconta Gildo.

Riavvolgiamo la storia, ripartiamo dall’inizio. Sono circa le 13,30 di sabato 18 gennaio quando Gildo dei Fantardi “smonta” dalla sua mattinata di lavoro al mercato settimanale in piazzale Don Baroni. Ha iniziato a piovere e lui si affretta a rimettere tutte le sue cose in auto. Soprabito, cappello, carte varie e sacchetti. Lascia il bagagliaio aperto: questione di attimi. A Gildo sembra di avere recuperato tutte le sue cose, chitarra compresa. Chiude il bagagliaio, sale in auto e parte, diretto a casa per mangiare un boccone in tutta fretta e andare poi a lavorare in centro a Montecatini. Infatti arriva a casa, mangia e si dirige nella cittadina termale, dove è accolto a braccia aperte con tanto di autorizzazione illimitata per esibirsi. La triste scoperta arriva proprio qui, a Montecatini. Gildo apre il bagagliaio per prendere chitarra e leggio: ma non ci sono. Si mette a pensare e ricostruisce: la chitarra, nella sua custodia, con accanto il leggio sono rimasti sul pratino, davanti alla centralina Enel in piazzale Don Baroni, nel punto in cui si esibisce e in cui li aveva appoggiati per poi caricarli in macchina. Gildo torna di fretta a Lucca, in piazzale Don Baroni: ma chitarra e leggio sono spariti.

L’artista dà subito l’allarme, anche dai due profili Facebook che ha; si innesca, subito un tam tam di solidarietà, con tanti amici di Gildo che invocano chi ha preso la chitarra di restituirgliela. «Oltretutto - spiega l’artista - nella custodia si trovano cartoline e altri materiali cartacei promozionali della mia attività sui quali sono riportati tutti i miei riferimenti, quindi rintracciarmi è molto facile. Io ho fatto una sciocchezza, sarei felice se qualcuno invece facesse il bel gesto di riportarmi la chitarra. Senza di questa non posso lavorare. E dentro la custodia ci sono anche i documenti che mi ha rilasciato il Comune di Montecatini per lavorare sul suo territorio. Per fare il duplicato, oltre che dovermi recare là, sono sedici euro di marche per la domanda e altrettanti per avere il certificato».

«È come se avessi abbandonato la mia compagna di vità - dice sconsolato Gildo -. Quella chitarra per me era qualcosa di speciale, come se fosse personalizzata». Un gruppo di amici artisti si è offerto di ricomprargli una chitarra, magari della stessa marca e auspicabilmente della stessa misura. Gildo si dà tempo fino a mercoledì, quando si svolgerà il nuovo mercato in piazzale Don Baroni. «Se l’avesse raccolta uno degli ambulanti che montano il banco in quella zona della piazza, magari potrebbe riportarmela - è la sua ultima speranza -. Diversamente, devo convincermi che l’ha presa qualcuno che ha intenzioni ben diverse. All’orario di chiusura, il mercato è frequentato dalle persone che raccolgono i generi di risulta, chegli ambulanti lasciano lì». Per segnalazioni chiamare il numero 333 3537943.
 

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