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Lucca

Marco Brinzi porta in scena “La tregua” di Primo Levi

R.L.
Marco Brinzi porta in scena “La tregua” di Primo Levi

In programma il 27 gennaio due rappresentazioni nel castello di Porta San Donato 

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spettacolo

I passaggi più significativi del libro “La tregua” di Primo Levi per onorare il Giorno della Memoria e non dimenticare uno dei capitoli più tragici della storia di tutti i tempi. Sarà l’attore Marco Brinzi a leggerli il 27 gennaio, giornata in cui ricorre l’anniversario della liberazione dei campi di sterminio di Auschwitz-Birkenau da parte delle truppe russe.

Il volume, scritto dopo “Se questo è un uomo” è dunque una sorta di diario che inizia proprio in quel freddo giorno d’inverno del 1945 quando i soldati dell’Armata Rossa impegnate nell’offensiva Vistola-Oder, in direzione della Germania, entrarono nel lager nazista in cui erano state sterminate milioni di vittime innocenti e riuscirono a liberare i sopravvissuti che per tutta la vita porteranno il segno dell’atroce prigionia. L’iniziativa si svolgerà nella Casa della Memoria e della Pace che da poche settimane ha preso il posto dell’Opera delle Mura nel castello di Porta San Donato. Sono previste due rappresentazioni: la prima alle 21 e la seconda un’ora dopo, con ingresso libero fino ad esaurimento posti, per cui si consiglia la prenotazione via mail a casadellamemoria@comune.lucca.it. Ad accompagnare Marco Brinzi nella toccante lettura scenica ci sarà Luca Giovacchini che con le struggenti note della chitarra, saprà rendere ancor più emozionante la rappresentazione.

La Tregua è il racconto autobiografico del viaggio del deportato ebreo Primo Levi per tornare in Italia, in quella Torino che aveva lasciato per essere condotto con la forza nel campo di concentramento di Fossoli, nel modenese, prima di essere trasferito ad Auschwitz. Interminabili mesi di spostamenti nell’Europa centro-orientale, durante i quali subì angherie e violenze che mai dimenticò. La sua testimonianza rappresenta quella di milioni di sfollati sopravvissuti ai campi di concentramento che per tutta la vita non sono riusciti a cancellare dagli occhi e dalla mente l’orrore che hanno vissuto. Una performance ideata da Marco Brinzi che fa seguito ad “Autobiografia di un picchiatore fascista” portata in scena un paio di anni fa e replicata in tutta Italia e la più recente “Ich War da – io ero là” che rievoca la strage di Sant’Anna di Stazzema, anch’essa rappresentata in molti teatri della penisola.

L’opera, realizzata con il sostegno del Comune, è un invito a non dimenticare le atrocità che milioni di ebrei hanno dovuto subire e che la storia potrebbe, purtroppo, riproporre con conseguenze ancor più drammatiche. Particolarmente sensibile al tema, Brinzi stavolta ha scelto di rappresentare la vicenda umana di Levi «militante della memoria, spiega l’attore, che, vincendo ogni forma di ritrosia e imbarazzo, decise di rendere pubbliche le proprie sofferenze e condividerle col mondo. L’obiettivo, aggiunge, era far conoscere il dramma che egli aveva vissuto in prima persona e che aveva cambiato la propria esistenza. Anche a costo di rivivere i momenti più difficili della sua vita e quel dolore straziante di chi è stato ospite di un lager nazista e ha visto cose che mai avrebbe immaginato nei confronti di esseri umani». —

R.L.

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