Il presidio
La chiesa di Arliano gremita per l’addio: Letizia e Jeffrey riposeranno insieme
Don Marek ha celebrato i funerali dei coniugi morti cadendo dal monte Sella. «La nostra vita è un’avventura, ma è fragile»
LUCCA. La piccola e bellissima chiesa di Arliano è gremita, ma nemmeno se stipate può riuscire a contenere tutte le persone venute a dare l’ultimo saluto a Letizia Rossi e al marito Jeffrey Grazzini, morti precipitando dalla cresta del monte Sella, nel Massese, nella tarda mattinata di domenica 12 gennaio. Morti insieme, legati da una corda in conserva come si dice nel gergo della montagna. Molti amici e parenti della coppia debbono così restare nel vialino che conduce alla chiesa, dove don Marek Labuc celebra la messa funebre dei due sposi. . «È difficile anche per me trovare le parole - dice in apertura di messa don Marek -. Ci unisce un grande dolore davanti a queste bare, un dolore arrivato all’improvviso. Lasciamoci illuminare dalla presenza del Signore risorto, affidiamo il nostro dolore alla sua misericordia. Affidiamogli Letizia e Jeffrey».
Don Marek poi si sofferma sul significato della vita. «La nostra vita - dice sempre dall’altare - è un’esistenza bella, è un’avventura, ma è molto fragile, è preziosa anche perché è così fragile e debole e può sparire per una disgrazia». Il parroco sceglie due brani: uno sulla Trasfigurazione, da Matteo, e un brano dall’Apocalisse. «Nel primo - aggiunge - i discepoli non riescono ad accettare quello che dice Gesù sulla morte, perché per loro la morte è la fine di tutto. Gesù ha difficoltà a dire che la morte non distrugge l’uomo, ma lo potenzia, gli fa vedere tutto secondo un’altra prospettiva, proprio come quando andiamo in montagna e vediamo il mondo sotto di noi e avvertiamo un forte senso di libertà. E così per Letizia e Jeffrey: ora Dio farà vedere loro la propettiva della vita con i suoi occhi».
Le persone ascoltano attente le parole di don Marek. Gli occhi lucidi di chi ha pianto infinite lacrime, lo sguardo incredulo di chi ancora non riesce a capacitarsi che una tragedia così sia potuta accadere. Nelle prime panche della chiesa, a destra e a sinistra, ci sono i familiari dei due sposi, gli anziani genitori, il fratello e le sorelle. Davanti a loro le due bare identiche: a sinistra quella di Jeffrey, a destra quella di Letizia. Sopra, un identico cuscino di fiori: fiori color arancio, giallo e bianco, un’esplosione di primavera che li accompagnerà fino al vicino cimitero. Al centro, la foto bellissima di Letizia e Jeffrey felici, i volti vicini e le montagne sullo sfondo. Vestono sportivo: chissà, forse è stata scattata proprio durante una delle escursioni sulle alture che i coniugi, 47 anni lei e 51 lui, sposati fin da quando erano molto giovani, amavano tanto fare e che domenica scorsa è stata loro fatale.
Nella folla di persone venuta a congedarsi da Letizia e Jeffrey anche molti colleghi di lavoro. Lui era uno stimato tecnico di impianti e lavorava per Geal; lei faceva la commessa al negozio Primigi nel centro commerciale della Coop a Sant’Anna; abitavano a Monsagrati. Amavano le escursioni in montagna e i grandi viaggi: a breve sarebbero partiti per la Costa Rica.
Al rintocco delle campane, i feretri escono, preceduti da don Marek e seguiti dai parenti. Accompagnano Letizia e Jeffrey nel cimitero attiguo alla chiesa, dove riposeranno per sempre. Anche qui, insieme.
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