Italia
Nuovo allarme lupi Questa volta a soli 200 metri di altitudine
A Giampicchia trovata la carcassa di una pecora aggredita all’interno di un recinto privato vicino al bosco
Un copione già visto, purtroppo: carcasse di ovini ovunque, disperazione dei proprietari e preoccupazione che cresce. Il lupo o, almeno, è questa l’ipotesi ritenuta più plausibile, colpisce ancora. E stavolta lo fa a bassa quota, in un recinto privato e a pochi metri dal centro abitato.
È successo a più riprese, sabato notte, in località Giampicchia, tra Cascio e Gallicano. Una zona precollinare, a circa duecento metri di altezza sul mare, dove si trovano i terreni e la casa dell’ex dirigente scolastico al del comprensivo di Gallicano Emanuela Giannini e Gino Tadolini, insegnante in pensione da qualche anno. Una delle tre pecore di proprietà di Tadolini (animali regolarmente censiti da circa dieci anni all’Asl) è stata attaccata da un predatore, e letteralmente squartata in più riprese tra le notti di sabato e domenica. Una perdita non solo affettiva, perché l’animale vittima dell’attacco era anche il capobranco.
Quello che preoccupa di più i proprietari degli animali, è che il raid è avvenuto nel recinto situato nella macchia privata dove le pecore stazionano, in una zona confinante con un bosco di proprietà pubblica: «Domenica pomeriggio ho visto due pecore e non trovavo la terza – afferma Gino Tadolini – ho compiuto il giro del recinto e non l’ho vista. Ho fatto una girata nel bosco di nostra proprietà, e ho trovato la carcassa. È stato un duro colpo, ma la carcassa, pur visibile, presentava ancora dei pezzi di animale. La mattina di lunedì, invece, non era rimasto più nulla».
Passato lo spavento, l’ex insegnante ha voluto vederci chiaro: «Abbiamo chiamato la Forestale, ed è arrivato il veterinario dell’Asl che ha fatto i rilievi del caso. Sappiamo per certo che è stato un predatore, e anche le modalità dell’aggressione fanno pensare a un singolo lupo, non a un branco.
Ormai, sul territorio di Molazzana, da anni avvengono episodi incresciosi, e anche se il lupo non attacca l’uomo, quello che avvenne nel 2018 a Sassi in più occasioni, si sta ripetendo anche a valle. Tempo fa, nella zona del Broglio, quindi al confine con Gallicano, fu trovata una rete “gonfiata” e accanto la carcassa di un capriolo, ma si pensava fossero dei canidi affamati e quindi disposti a tutto.
Stavolta invece sembrano non esserci dubbi: «Avevamo quelle pecore da circa 10 anni – dice Emanuela Giannini – tutte regolarmente censite, e l’animale ucciso era il capobranco, e ora anche le altre due sono disorientate. Ora siamo preoccupati, e le chiuderemo nel recinto perché abbiamo paura di altri attacchi, anche perché si confina con un bosco pubblico».
Ormai, la presenza di lupi è segnalata sia sul versante appenninico che su quello apuano, segno che per tanti motivi climatici e ambientali, l’allarme è diffuso, e gli animali da cortile sono potenziali vittime. —
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