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Il liberty di Villa Gioiosa verso la rinascita, a primavera completati i lavori esterni
Subito dopo partirà il cantiere sugli interni, dopo di che la proprietà (il Gruppo Sgrò) trasferirà qui i suoi uffici
LUCCA. È uno dei tanti gioiellini architettonici che è possibile incontrare uscendo dalle Mura, magari nascosti in mezzo a edifici magari più moderni e funzionali, ma meno affascinanti. Villini nati in un’epoca in cui anche e soprattutto l’architettura era influenzata dalla ricerca del bello, che si manifestava in decorazioni vivaci che simboleggiavano vitalità e freschezza. E anche Villa Gioiosa su viale Carducci, perché di lei parliamo, non manca di richiami allo stile liberty. Costruita oltre un secolo fa, però, quel gioiellino aveva perso da tempo la sua destinazione iniziale di abitazione, ma, soprattutto, aveva cominciato ad accusare il peso degli anni. Ma, proprio per questo, da qualche mese attorno all’edificio sono comparse delle impalcature.. La proprietà, ossia il Gruppo Sgrò, la società specializzata nel campo della sicurezza sul lavoro che aveva acquistato l’immobile nel febbraio del 2018, ha infatti dato il via ai lavori per la rinascita dello storico villino. Lavori che si svilupperanno in due fasi.
«Da luglio abbiamo iniziato i lavori di ristrutturazione – spiega l’imprenditore Carmelo Sgrò – lavori che al momento consistono essenzialmente nella ristrutturazione della parte esterna dell’edificio e del tetto, per rimediare ai problemi di infiltrazioni che avevano cominciato a manifestarsi. Prevediamo di completare questa prima fase entro la prossima primavera».
Poi ci sarà da ripensare all’interno, che ha subito nel corso del tempo modifiche per adattarlo a usi diversi rispetto a quelli dell’originale proprietà, ossia la famiglia Sarti. Un’origine testimoniata anche da uno dei simboli che caratterizza il villino, ossia quella “S” tipicamente liberty sul portone d’ingresso. S iniziale di Sarti, ma, giochi del destino, anche della nuova proprietà.
Comunque, come detto, completato l’esterno (l’operazione forse più delicata, visto che gli unici vincoli sull’edificio riguardano proprio la facciata) ci sarà da ridisegnare l’interno, dopo che l’edificio per oltre mezzo secolo (dall’inizio degli anni Sessanta fino al 2014) era stato adatto a scuola. Un’operazione che non viene giudicata particolarmente complessa, almeno non rispetto a quanto fatto sinora: «Questo è un lavoro in due fasi – riprende Sgrò – non appena sarà finita questa parte dei lavori aprirà il cantiere per sistemare l’interno. Questo edificio nacque per uso abitativo, poi fu adattato a scuola, talmente era grande. La nostra intenzione è quella di trasformare questi spazi in uffici. Più precisamente nei nostri uffici (attualmente la sede lucchese del viareggino Gruppo Sgrò è in via Pfanner ndr), che ospiteremo nei piani superiori mentre, al momento, non abbiamo ancora deciso la destinazione degli spazi al pianterreno». Ma intanto, una volta finita questa prima parte di lavori e portate via le impalcature, il paesaggio di Lucca ritroverà un pezzetto della sua antica bellezza. —
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