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Un chirurgo vascolare per accertare le cause del decesso di Fanini
SEGROMIGNO. Un anatomopatologo e un chirurgo vascolare sono stati nominati dalla procura della Repubblica e hanno già effettuato i riscontri necessari - basati sull’esame delle cartelle cliniche e sul fascicolo ospedaliero del paziente - per capire le cause del decesso di Michele Fanini, classe 1945, morto alle 7 del mattino del 4 novembre all’ospedale San Luca dove era ricoverato da alcuni giorni e circa mezz’ora dopo un prelievo di sangue durante il quale il paziente aveva chiesto addirittura se poteva fare colazione. La procura, come atto dovuto, ha iscritto da tempo nel registro degli indagati alcuni medici dell’ospedale San Luca. Tutti quelli che hanno avuto in cura l’ex ciclista dal ricovero alle 18 del 31 ottobre scorso nel reparto chirurgia sino al momento dell’inaspettato decesso. Adesso i due consulenti del pubblico ministero avranno sessanta giorni di tempo per redigere la relazione medico-legale da far pervenire al magistrato requirente al fine di pervenire alle conclusioni investigative necessarie: una richiesta di rinvio a giudizio per alcuni o per tutti i medici indagati oppure l’archiviazione parziale o totale. Il paziente presentava due aneurismi nella zona toraco-addominale (che coinvolgono l’aorta sino alla biforcazione nella parte pelvica) e avrebbe dovuto sottoporsi ad un intervento chirurgico. Gli avvocati Alberto e Fiorenzo Alessi - il primo legale dei fratelli Fanini e il secondo dei familiari del de cuius, tutte parti offese nel procedimento - nel loro esposto hanno chiesto alla magistratura di verificare se vi sia stata negligenza da parte dei medici ospedalieri. In poche parole se non sia stato fatto tutto il possibile per salvare la vita della persona. L’esame necroscopico era stata disposto, al momento del decesso di Michele Fanini, dalla stessa direzione sanitaria e all’autopsia aveva assistito, come consulente di parte offesa, il medico legale Gilberto Martinelli. In conseguenza dell’affidamento dell’incarico agli avvocati riminesi il consulente è stato sostituito con un anatomopatologo che ha ricoperto l’incarico di primario di anatomia patologica all’ospedale Maggiore di Bologna. —
L.T.
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