Il presidio
L’accusa di Rossi (Fiom): «Era solo sul cantiere»
capannori. «Purtroppo un nuovo incidente mortale sul lavoro nella nostra provincia, nel settore metalmeccanico. Il 2020 inizia male. Se tutti coloro che potrebbero fare qualcosa - le istituzioni in primo luogo - non si muovono, non c'è niente che possa scongiurare che questa strage continui. Alla base di tutto - dichiara il segretario della Fiom di Lucca, Mauro Rossi - c'è in primo luogo l'idea che, per abbassare i costi e aumentare i guadagni, la cosa più semplice sia risparmiare sulla sicurezza e mettere a repentaglio l'incolumità e la vita delle persone che lavorano. Si taglia sulla prevenzione e si riducono i finanziamenti alle Asl e agli Ispettorati del Lavoro».
Nell'incidente avvenuto martedì ad Altopascio, «costato la vita a Marco Viviani dipendente della Rm srl di Porcari (con 15 dipendenti), e su cui la magistratura dovrà fare le necessarie verifiche, un dato salta agli occhi e fa rabbrividire. Lavorava da solo e in un ambiente non sicuro. Tanto è vero che il suo corpo è stato ritrovato casualmente dopo un tempo che non si sa quanto lungo», considera Rossi e aggiunge che «in questo come in molti altri casi, forse tutti, non c'è niente di casuale, niente di non prevedibile. Ci sono sempre responsabilità che debbono essere accertate».
«Non si dovrebbe morire per il lavoro - conclude - e invece si muore. Gli appelli in questi casi possono anche sembrare retorica ma è evidente che se davvero non si comincia a invertire questa tendenza ci sono responsabilità precise, da parte di aziende e istituzioni, che vanno denunciate». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google