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Bigliettopoli, legittimi i tre licenziamenti di Ctt
l giudice respinge i ricorsi degli autisti interessati. Il sistema prevedeva la “cresta” sulla vendita dei ticket sui pullman
lucca. Licenziamenti legittimi. L’ultima parola spetterà al consiglio di disciplina, ma la Ctt Nord ottiene tre punti a favore nella vicenda “bigliettopoli”, il caso emerso due anni fa nell’azienda di trasporto pubblico che ha portato alla destituzione di sette autisti accusati di aver violato il regolamento sulla vendita dei biglietti a bordo degli autobus ottenendo un vantaggio economico a danno delle casse aziendali. Il giudice del lavoro di Pisa, con tre distinte sentenze del 7 ed 8 dicembre scorsi, ha giudicato legittimi i licenziamenti firmati dalla Ctt Nord respingendo i ricorsi di tre dipendenti che si erano opposti ai provvedimenti di destituzione.
«Le sentenze ricostruiscono minuziosamente le condotte dei tre e ne sottolineano l’assoluta gravità, meritevole della sanzione più grave - sottolinea la società di trasporto pubblico -. Il giudice ha ritenuto inoltre opportuno segnalare alla procura della Repubblica queste condotte per gli accertamenti di eventuali e ulteriori profili di responsabilità». Il Tribunale di Pisa ha accolto così i ricorsi presentati dalla Ctt Nord contro le precedenti sentenze che avevano obbligato l’azienda di trasporti a reintegrare temporaneamente i conducenti. I lavoratori si erano rivolti al giudice per chiedere, ottenendolo, l’annullamento del provvedimento di destituzione emanato dall’azienda nell’ottobre dello scorso anno al termine di una lunga indagine interna che ha accertato il mancato rispetto del regolamento che disciplina la vendita dei titoli di viaggio a bordo degli autobus.
L’azienda ha accertato un modus operandi che nel corso del tempo avrebbe procurato un vantaggio economico per i conducenti (cifre non superiori ai 1.000 euro annui) e un danno per le casse della società attraverso la cessione di biglietti delle tratte urbane su percorsi extraurbani (la contrattazione interna riconosce agli autisti un compenso per ogni singolo biglietto venduto, più alto per le tratte urbane, più basso per le extraurbane). Un’inchiesta che ha portato all’emissione di un provvedimento di licenziamento nei confronti di sette dipendenti (quattro hanno lasciato l’azienda prima della firma dell’atto riconoscendo le proprie responsabilità). Coinvolti in totale oltre 70 autisti, “colpiti” da demansionamenti e trasferimenti. «Il giudice - prosegue la Ctt Nord - si è anche intrattenuto sulla questione del consiglio di disciplina, osservando come sia pacifico che quest’organo debba essere costituito dalla Regione e non dall’azienda e ha concluso che l’inerzia della Regione non può tradursi nell'impunità di dipendenti responsabili di fatti gravissimi come quelli accertati o di qualunque altro fatto grave possa accadere, prima che la Regione abbia in concreto provveduto a costituire il consiglio». L’organo previsto dal Regio Decreto numero 148 del 1931 per una «corretta gestione dei procedimenti disciplinari nelle aziende del settore autoferrotranvieri» (formato da tre rappresentanti dell’azienda, da tre rappresentanti dei lavoratori e da un presidente scelto tra i magistrati in pensione) avrebbe dovuto valutare la decisione dell’azienda. La Regione non ha mai formato il consiglio che, in caso di costituzione, esaminerà i provvedimenti e potrà intervenire “ribaltando” la decisione dei giudici. —
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