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La creazione del bello in mostra a Castelnuovo

L.S.
La creazione del bello in mostra a Castelnuovo

Le opere in evidenza al Premio Architettura Toscana protagoniste, con la Rocca, nella rassegna organizzata dall’ordine professionale e ospitata in Sala Suffredini  

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CASTELNUOVO. L’arte dell’architettura, perché – seppur vincolata a leggi fisiche e matematiche – di arte si tratta, si mette in mostra in Sala Suffredini. Una mostra che vale doppio, perché se da un lato c’è l’oggetto della rassegna, dall’altro anche la stessa ambientazione in cui è ospitata costituisce una testimonianza delle potenzialità di questa forma creativa. Certo, architettura vuol dire anche costruzione. E il concetto di “costruzione” (o di “ricostruzione”) non coincide sempre con il concetto di “bello”, anzi, soprattutto se guardiamo al nostro recente passato questi due concetti raramente coincidevano. Ecco, il Premio Architettura Toscana, premio biennale arrivato alla sua seconda edizione, vuole rilanciare una nuova filosofia del fare, dove estetica e funzionalità non fanno a pugni, anzi. E il premio, organizzato dall’Ordine degli architetti di Lucca, non solo va in questa direzione, ma vuole far conoscere questa filosofia anche al grande pubblico.

«Vogliamo diffondere la cultura della progettazione al di fuori del nostro ambiente, e dimostrare che architettura e cultura possono e devono viaggiare assieme»: ha detto Lorenzo Ricciarelli, consigliere delegato alla cultura dell’Ordine degli architetti lucchesi nel presentare l’iniziativa. «E per farlo – ha proseguito – vogliamo uscire dalla cerchia muraria in cui siamo stati chiusi per molto tempo». Cerchia muraria che è metaforica ma anche reale, visto che la presentazione delle opere che hanno partecipato alla manifestazione verrà ospitata al di fuori del centro storico di Lucca. In provincia, a Castelnuovo appunto.

Il premio si divide in cinque categoria: opera prima; allestimento e interni; nuova costruzione; restauro e recupero; spazi pubblici, paesaggio e rigenerazione.

Sedici, tra opere premiate e opere selezionate dalla giuria, le creazioni protagoniste della rassegna. Realizzazioni che dimostrano come si possa intervenire sul paesaggio, o sulle testimonianze del passato, non solo senza “provocare ferite” ma, anzi, rimediando a scempi precedenti. Un esempio è rappresentato da una delle due opere vincitrici, ex aequo, nella categoria opera prima: ossia la “Casetta nell’oliveto”, dove un abuso edilizio sulle colline pistoiesi è diventato un elemento che non solo si inserisce perfettamente nel paesaggio, ma addirittura lo arricchisce.

A rappresentare Lucca anche il progetto, opera selezionata nella categoria “restauro o recupero”, della rinascita del Baluardo San Paolino. Opera dello studio lucchese Microscape, che oltre a un’opera selezionata, in questo concorso vanta anche un primo premio, nella categoria “Allestimento”, per l’intervento sull’esterno della celeberrima Basilica di Santa Croce, dove la luce diventa uno strumento narrativo.

E poi la scelta della sede della mostra: «Questa mostra è un’occasione importante – ha detto il sindaco di Castelnuovo Andrea Tagliasacchi – perché coincide con la partenza dei lavori alla Rocca Ariostesca, e coincide con la nostra scelta di farne un cantiere aperto, vissuto. Un cantiere laboratorio. Sarà l’occasione anche per presentare il progetto di rilancio del nostro centro storico, nonché per ricordare la figura di Marco Dezzi Baldeschi, autore del progetto di riqualificazione della rocca». —

L.S.

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