Il Tirreno

Lucca

Marchetti (Forza italia) 

«Studenti rimasti a piedi per colpa di bus vecchi come Matusalemme»

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PORCARI. «È inutile che le istituzioni e i loro rappresentanti di Pd e sinistra, dall’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli in giù, vengano a far passerella per inaugurare bus a “spruzzolini” di pochi mezzi qui e lì , se poi 50 studenti vengono lasciati a piedi perché i bus si guastano un giorno sì e l’altro pure. Prima risolvere i problemi, poi fare passerelle»: l’affondo arriva dal capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Maurizio Marchetti dopo l’episodio dei 50 ragazzi che giovedì sono rimasti a piedi a Porcari non hanno potuto prendere il loro bus.

«Ad abbonamento o biglietto acquistato – riprende Marchetti – deve corrispondere servizio certo e sicuro. Non c’è una mezza misura. Un guasto può accadere. Un guasto un giorno sì e uno no invece non deve succedere. In particolare nelle fasce di pendolarismo studentesco, mi permetto di aggiungere, già che si tratta di una tipologia di utenza in gran parte minorenne, e che le famiglie debbono poter affidare a un pubblico servizio con serenità e sicurezza. Visto poi che pagano un costo sempre più salato».

«Le flotte in quota Ctt Nord – riprende Marchetti – contano nonnini su gomma immatricolati addirittura nel secolo scorso. Il Matusalemme del gruppo è stato messo su strada nel lontano 5 marzo 1991. Non tutti hanno climatizzazione se non nell’abitacolo dell’autista, ma non sono pochi i mezzi su cui nemmeno chi lavora per ore a bordo può contare su temperature regolabili. Pedana automatica? Un sogno nella grandissima parte dei casi. E per mezzi in procinto di festeggiare il ventottesimo compleanno su strada, non c’è manutenzione che tenga. La situazione non migliora certo con tre bus nuovi qui e due là. Quelli servono per le fotografie di chi amministra. Intanto i ragazzi restano a piedi. Il patto che quotidianamente tanti cittadini utenti stringono con l’azienda di trasporto comprando un titolo di viaggio viene così di fatto tradito da parte del gestore. E questo è inaccettabile». —

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