Lavoro sempre più rosa ma resta il divario coi maschi
La ricerca che sarà presentata venerdì durante l’incontro “Professione donna” mette in luce ancora troppe differenze di stipendio e di posizioni di vertice
lucca. Sono sempre più numerose le donne nelle professioni, dove hanno saputo emergere e farsi rispettare in quanto portatrici di competenze altamente qualificate e di grandi capacità nell’interagire e fare squadra, raggiungendo risultati eccellenti in campo lavorativo. Tuttavia, la loro posizione nel tessuto sociale resta ancora un passo indietro rispetto ai colleghi di sesso maschile. Con le problematiche che ne derivano. Vedi le difficoltà per raggiungere i vertici di grandi imprese e di ricoprire ruoli di comando nelle multinazionali e cariche prestigiose in politica e nelle amministrazioni pubbliche. Senza considerare che, dati alla mano, le donne continuano a guadagnare meno dei colleghi uomini e devono faticare molto di più per raggiungere i loro obiettivi.
È quanto emerge da un’indagine condotta tra 205 professioniste della Lucchesia, attraverso un questionario articolato in tre macro aree di interesse: vita privata e lavoro, lavoro e potere, politiche e proposte che sarà al centro del convegno “Professione donna” promosso dal comitato per le professioni ordinistiche di Lucca presieduto dall’avvocato Carla Guidi, in programma venerdì 15 novembre al cinema Astra alle 14.30 che sarà moderato dalla vicecaposervizio de Il Tirreno di Lucca, Barbara Antoni.
«Un incontro a tutto tondo per analizzare il ruolo della donna nel mondo delle professioni, ponendo al centro del dibattito le tante problematiche che ruotano intorno alle professioniste che troppo spesso si trovano a dover scegliere tra la famiglia e la carriera, relegando in secondo piano quella professione che era il sogno della loro vita, raggiunto con tanti sacrifici» spiega Guidi, prima donna con un ruolo di rilievo nel Consiglio nazionale forense, la massima istituzione dell’avvocatura.
«Siamo sempre di più - aggiunge l’assessore Ilaria Vietina - però contiamo meno degli uomini e la società ancora non ci riconosce i giusti meriti, ma noi continuiamo a batterci per essere sempre più presenti e incisive ai vertici delle aziende, in politica e in campo professionale, perché non vogliamo essere costrette a scegliere tra i figli e il lavoro e le differenze tra noi e i professionisti maschi non deve essere le disuguaglianze. Mai abbassare la guardia, ma procedere con tenacia e determinazione per conquistare ciò che ci spetta».
Esortazione che non trova il beneplacito del dottor Cosma Volpe, specialista in oculistica, il quale, pur riconoscendo l’importanza del ruolo della donna in ambito professionale, invita a riflettere sulle possibili conseguenze del loro impegno fuori casa «che - commenta - in alcuni casi prende l’intera giornata e spesso anche i giorni festivi che forse non è l’ideale per l’educazione dei figli che non dovrebbe essere affidata quasi esclusivamente ai nonni, agli insegnanti e alle baby sitter. Quindi, ben vengano gli impegni lavorativi di mamme e mogli, ma attenzione a non esagerare e diventare come fantasmi che un domani non riconosceranno quei figli che non hanno avuto il tempo di crescere». —
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