Il Tirreno

Lucca

 

Coperta danneggiata già durante i Comics: «L’ho sostituita nella notte senza dire nulla»

Federica Scintu
Coperta danneggiata già durante i Comics: «L’ho sostituita nella notte senza dire nulla»

Parla l’artista dell’installazione sulle chiese: «Quello può essere stato un atto vandalico ma altrove è andata anche peggio»  

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«Già durante il Lucca Comics & Games qualcuno aveva impresso un grande simbolo fallico strappando tutta la coperta attaccata al portone principale della Cattedrale ma per non amplificare le polemiche non ho detto nulla...». A parlare è l’artista fiorentino Giovanni De Gara, 42 anni, autore dell’installazione “Eldorato” - inaugurata in concomitanza con l’inizio del festival - che ha visto le porte della chiese di San Cristoforo e di San Martino oltre a quella della chiesa Valdese di via Galli Tassi “tingersi” d’oro grazie all’affissione di diversi teli termici. Un’opera che ha l’obiettivo di far riflettere sull’accoglienza a 360 gradi, non solo in relazione ai migranti, e che in questi ultimi giorni ha subìto diversi danneggiamenti. Strappi più o meno ampi ma anche sfregi, uno dei quali a forma di croce impresso in una delle porte laterali della Cattedrale ma nessuna rivendicazione. A quanto pare però questi sono solo i danni più recenti. «Quando mi sono accorto di quello che era successo nel portone della Cattedrale - racconta ancora l’artista - ho tolto la coperta danneggiata e l’ho sostituita nel cuore della notte di modo che il giorno dopo fosse tutto a posto. Visto che c’erano già state delle polemiche non volevo peggiorare la situazione. Quello poteva essere un atto vandalico - continua - ma è già un fatto positivo che l’installazione sia sopravvissuta per tutto il Lucca Comics & Games. Per il resto i danni possono essere stati causati da qualche ragazzino annoiato: l’atto vandalico va messo in conto sempre quando realizzi un’opera che si trova per strada. In più le coperte sono di un materiale fragile: resistono se non vengono toccate. Quando le coperte vengono danneggiate - spiega poi - mi dà fastidio soprattutto perché sono brutte esteticamente: il messaggio che trasmettono è bello quindi anche l’aspetto deve essere bello».

Intanto, mentre a Lucca l’installazione dovrebbe essere già stata rimossa o in via di rimozione (ndr, l’iniziativa era legata al periodo del festival) Giovanni De Gara fa anche un bilancio del suo andamento a livello nazionale. L’installazione lucchese infatti, si inserisce in un progetto artistico ampio che ha coinvolto già più di 50 chiese in tutta Italia e che è ancora in corso. «La durata media è di due settimane - dice - ma ci sono dei casi, come quella di Genova, che è durata più di un mese o quella di Verona che invece è stata danneggiata tutti i giorni. Al momento, da quello che mi risulta, di installazioni “attive” ci sono quelle delle chiese di Brescia, Genova e di Trastevere a Roma. Il mio obiettivo è quello di arrivare alla chiesa di San Pietro ma non è facile, bisogna trovare i contatti giusti». Tutto è cominciato con la prima installazione delle coperte termiche di De Gara nell’abbazia di San Miniato a Firenze: è giugno 2018, in Italia sono arrivati e continuano ad arrivare i migranti. Matteo Salvini è da poco ministro dell’Interno.

«Il progetto non è pensato solo nel senso dell’accoglienza dei migranti - spiega poi De Gara - anche perché quando ho cominciato i porti erano ancora aperti. Ha piuttosto l’obiettivo di promuovere una riflessione profonda sul tema dell’accoglienza verso ogni individuo, senza distinzione di razza, genere e credo. Viviamo nell’epoca delle fake-news e delle contraffazioni, del complottismo e delle false speranze, - aggiunge - e da questo prende forma il nome del progetto. Eldorato è infatti un’evidente distorsione del luogo immaginario per eccellenza, l’Eldorado ed è stato deformato come viene deformata la realtà dei fatti, specialmente in materia di immigrazione». —

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