Il presidio
Tentano di violentarla, lei afferra un coltello li minaccia e scappa
LUCCA. Due immigrati, origini marocchine e residenti in Lucchesia, sono stati rinviati a giudizio dal gup Antonia Aracri per tentata violenza sessuale di gruppo ai danni di una giovane connazionale. Il processo si terrà di fronte al tribunale in composizione collegiale nei primi mesi del 2020.
L’ACCUSA
Dicembre 2017. In compagnia di un’amica, la ragazza poco più che ventenne doveva trascorrere una serata con i due connazionali che l’avevano invitata a cena. Così la giovane di origine marocchina e residente in un’altra provincia, assieme alla connazionale, aveva preso il treno ed era giunta sino alla stazione di Ripafratta. Lì le due giovani donne erano scese e avevano atteso l’arrivo dei connazionali che le avevano accompagnate in auto sino all’abitazione di uno di loro. Dopo la cena consumata tutti assieme i due immigrati hanno iniziato a fare avances sempre più esplicite e pesanti nei confronti della giovane. Ma sin dai primi approcci lei è stata irremovibile. Non era interessata a rapporti sessuali con loro. A quel punto i due extracomunitari hanno iniziato ad diventare sempre più aggressivi sino a bloccarla. Hanno iniziato a spogliarla contro la sua volontà. All’inizio la giovane nordafricana non riusciva a liberarsi dalle grinfie dei due giovani. Ma dopo essersi dibattuta a lungo alla fine è sfuggita alla morsa dei suoi aguzzini. Corsa in cucina ha trovato un coltello, l’ha impugnato e l’ha rivolto ai due connazionali che nel frattempo erano tornati ad insidiarla. A quel punto ha iniziato a urlare ai due di non avvicinarsi ulteriormente minacciando di colpirli con il coltello da cucina. Il tempo necessario per tenerli a debita distanza per poi guadagnare di corsa l’uscita. Una volta fuori dall’abitazione la ragazza ha chiesto ad alcuni passanti la più vicina stazione dei carabinieri e ha presentato l’esposto-denuncia nei confronti dei due marocchini accusandoli del tentativo di violenza sessuale di gruppo.
LA VITTIMA ASSENTE
In aula davanti al gup c’erano i legali dei due indagati, che il giudice ha rinviato a giudizio, ma non era presente la parte offesa. Che, al momento, non è stata rintracciata e non si è costituita parte civile nel processo penale. —
L.T.
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