Il Tirreno

Lucca

Gli sputa, lo minaccia e con la fionda lancia i sassi contro la casa

Luca Tronchetti
Gli sputa, lo minaccia e con la fionda lancia i sassi contro la casa

Per oltre un mese il vicino indagato con l’accusa di stalking lo perseguita quotidianamente e senza apparenti motivi

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Ha paura di uscire di casa perché da oltre un mese un vicino - un rumeno di 32 anni - lo minaccia di morte, gli sputa addosso ogni qualvolta lo incrocia e non contento armato di fionda artigianale, adesso sequestrata dalla polizia, lancia sassi contro le persiane della sua abitazione ad ogni ora del giorno e della notte. E così il denunciante è costretto ad entrare e uscire di casa correndo per evitare di essere colpito da un sasso lanciato dal rudimentale tirapietre. Inevitabile quindi la denuncia presentata alla polizia da un cinquantenne abitante della periferia cittadina nei confronti del giovane dell’Est Europa. E la procura, al momento, ha iscritto nel registro degli indagati il vicino di casa molesto con l’accusa di stalking (reato che potrebbe essere modificato in futuro in quello di violenza privata). 

I FATTI

Il cinquantenne che abita in una villetta alle porte della città dall’inizio di ottobre non fa più vita. Il suo vicino di casa - che vive da solo dopo che la madre se n’è andata e gli porta solo da mangiare - lo ha preso di mira senza un apparente motivo. Stando al suo racconto quel giovane rumeno che abita dall’altra parte della strada con una rudimentale fionda - ricavata da un portaborracce per bicicletta provvista di elastico che la polizia ha trovato in possesso del trentunenne sequestrandola - si diverte a lanciare sassi contro le persiane, le finestre e il tetto dell’abitazione del vicino. E lo costringe ad entrare e uscire velocemente per paura di essere colpito dalle pietre. In buona sostanza ingenera in lui uno stato di ansia e di paura per la propria incolumità e lo costringe a cambiare le proprie abitudini di vita. Il guaio è che, una volta sequestrata la fionda, il rumeno avrebbe iniziato ad insultare, a minacciare di morte e a sputare contro il vicino pronunciando frasi assai esplicite quali «ti ammazzo» e «ti taglio la gola». La procura della Repubblica - che ha ricevuto dalla polizia anche le immagini della videoregistrazione messe a disposizione dalla vittima e che riprendono il giovane mentre lancia le pietre - ha chiuso le indagini e si appresta a chiedere il rinvio a giudizio nei confronti del rumeno.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani