Futuro del Campo di Marte L’idea di Tambellini: «Un polo multifunzionale»
Lucca. Si è tenuto ieri pomeriggio il consiglio comunale sul Campo di Marte. Era stato convocato grazie alle firme raccolte da sette consiglieri di opposizione: «È necessaria una scossa, per capire una volta per tutte l'orientamento dell'amministrazione - si legge in una nota firmata da Serena Borselli, Cristina Consani, Alessandro Di Vito, Marco Martinelli, Remo Santini, Simona Testaferrata e Enrico Torrini -. La nostra posizione è che vadano tutelati gli interessi pubblici sull’intera area dell’ex presidio ospedaliero Campo di Marte, in quanto unica e strategica area territoriale della nostra. Questo si può fare attraverso la sua acquisizione nel patrimonio del Comune, previo accordo di programma, al pari di quanto è stato fatto per gli ex ospedali del Ceppo di Pistoia e Misericordia-Dolce di Prato».
Nel corso della sessione è intervenuto anche Paolo Pescucci, referente del gruppo Salviamo il Campo di Marte: «L’area torni in mani Lucchesi – spiega Pescucci – Può essere un controllo assoluto o parziale, ma è giusto che il comune abbia un controllo diretto sull’area. Permangono nel territorio lucchese strutture sanitarie disperse quali L’Hospice e il nucleo COMI che adesso sono a Maggiano, che potrebbero razionalmente concentrarsi in alcuni degli edifici del Campo di Marte. Quale il valore dell’area attualmente alienabile? Se il comune avesse la volontà di acquisire l’area permanendo il vincolo sociosanitario il valore di acquisto sarebbe sui minimi, diciamo pochi milioni di euro. Quindi l’acquisizione dell’area del Campo di Marte è solo volontà politica». All’evento ha partecipato per conto dell’Asl anche Luigi Rossi, responsabile della zona distretto della Piana che ha illustrato le funzioni attualmente presenti al Campo di Marte.
Il sindaco Alessandro Tambellini è intervenuto mettendo chiarendo alcuni concetti su cui l’amministrazione lavora: «Su Campo di Marte ci sono due punti fermi che sento di condividere – ha detto – la priorità alla destinazione pubblica degli spazi e degli immobili dismessi; la volontà di lavorare per la creazione di un complesso multifunzionale di servizi di assistenza alla persona. L'articolazione di questo complesso dovrà riguardare il sociale, con la sede di polo di eccellenza per la disabilità di area vasta, strutture socio sanitarie (rsa rsd) housing sociale, forme residenziali innovative per persone con disabilità "dopo di noi". Poi dovrà ospitare palestre, piscina ludico motoria, setting di riabilitazione motoria utilizzando nuove tecnologie (come la robotica) in collaborazione con istituti accreditati Sant’Anna di Pisa, tese al mantenimento delle autonomie acquisite dopo l'intervento sanitario post ricovero, proprio perché il vero problema di questo momento è il percorso successivo alla dimissione dal presidio ospedaliero, in particolare per chi soffre per patologie croniche che richiedono lunga assistenza. Infine nel complesso multifunzionale dovrebbe trovare sede il polo scolastico di scienze sociali, infermieristiche e umane». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google