Il presidio
Quei bambini arrivati a Bagni dalla valle del lutto in cerca di serenità
L’allora sindaco Lena ricorda il gemellaggio con Longarone nato dopo la tragedia del Vajont costato 1917 vittime
Oggi ha 94 anni Mario Lena, ma a cinquantasei anni dalla tragedia del Vajont l’allora giovane sindaco di Bagni ricorda lucidamente lo spirito di solidarietà fattiva, e non di facciata, con cui accolse a lungo nella cittadina termale centinaia di bambini arrivati da Longarone. Un gesto che ancora oggi unisce la comunità di Bagni con quella di Longarone, dove continuano a ritrovarsi gli amministratori delle due città, come è accaduto anche nella ricorrenza del disastro, il 9 ottobre.
A Lena si deve il primo gemellaggio, nel segno della solidarietà: dopo la tragedia tanti bambini poterono soggiornare nei due alberghi, Corona a Ponte a Serraglio e Regina alla Villa, i cui proprietari chiesero un irrisorio importo simbolico per ospitarli. Anche i Comuni vicini contribuirono ad aiutare i bambini che avevano perso affetti e casa nella tragedia. Furono 1917 morti, tra cui il sindaco di Longarone, a cui subentrò il vice, che aveva perduto il figlio e altri familiari.
«Mi trovavo a Roma in un grande palazzo dell’Eur, in una sala gremita da amministratori socialisti, sindaci e parlamentari – racconta Lena – si susseguivano sul palco dirigenti nazionali, qualche sindaco di grandi città (Firenze, Bologna, Milano) e qualche altro rappresentante che chiedeva soluzioni per i problemi della propria città o del proprio paese. Al termine di questi interventi si presentò sul palco il vicesindaco di Longarone per descrivere la tragica situazione del Vajont. Subito mi venne in mente di aiutare quella comunità, ma non con le solite promesse».
A Bagni di Lucca l’idea di Lena a fu accolta all’unanimità. «Ricordo che tutti furono d’accordo per fare qualcosa di concreto per i bambini di Longarone così duramente colpiti. Io proposi un’iniziativa nuova e diversa per costruire con Longarone un gemellaggio da portare avanti nel tempo, serio. Non più un legame occasionale e di facciata, ma un impegno concreto e duraturo: ospitare ogni anno nel periodo delle vacanze scolastiche un buon numero di bambini, coinvolgendo anche altri paesi come Borgo a Mozzano, Coreglia, Barga, Castelnuovo, Gallicano. E anche Lucca, Viareggio, Forte dei Marmi». Gli aspetti procedurali e burocratici furono rapidamente superati con il pieno appoggio della popolazione. «Ogni anno – spiega Lena – una quarantina di bambini, accompagnati dagli insegnanti, sarebbero stati ospiti nostri, collocati in due alberghi. Appoggio arrivò anche da Alpini, Carabinieri, associazioni e autorità».
E quel gemellaggio continua, la testimonianza più grande a Bagni fu nel casinò municipale, per il cinquantenario, con tutta la scolaresca locale per incontrare i longaronesi. —
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