Il Tirreno

Lucca

SCIOPERO DEGLI AVVOCATI 

Camere Penali «No all’abolizione della prescrizione»

Luca Tronchetti

Per i legali è l’equivalente dell’ergastolo processuale Le proposte per una riforma passano dalla separazione delle carriere di giudice e pm

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LUCCA. Abolizione della prescrizione uguale ergastolo processuale. Eros Baldini e Marco Treggi - rispettivamente presidente e vice presidente della Camera Penale di Lucca - sintetizzano in un concetto, forse semplicistico, ma che rende l’idea le ragioni che hanno indotto gli avvocati penalisti italiani ad astenersi dalle udienze per 5 giorni. Una forma di protesta a cui ne seguirà un’altra, ben più clamorosa e che ricorda le battaglie di civiltà di Marco Panella, che consiste nella «Maratona Oratoria», vale a dire una serie infinita di arringhe di avvocati e giuristi che in un palco allestito nelle vicinanze del ministero di Giustizia spiegheranno le ragioni e le contrarietà all’abolizione della prescrizione. Una mobilitazione, lanciate dalle Unione delle Camere Penali italiane che non poteva non trovare adesione nel foro che ha dato i natali a un grande giurista come Francesco Carrara. «Inutile dire che noi vogliamo la revoca di questa riforma che riteniamo populista e che il Guardasigilli conferma debba entrare in vigore il primo gennaio 2020. - affermano Baldini e Treggi - E ci auguriamo che la forza che governa attualmente con il M5S (il Pd) apporti modifiche o proroghi questo obbrobrio giuridico che rischia di ottenere l’effetto contrario a quello desiderato con processi che non dureranno 4-5 anni, come sostiene il ministro Bonafede, ma all’infinito e senza la certezza della pena. L’imputato resterà tale a vita. E la parte civile, la persona offesa non potrà ottenere ristoro».

I DATI EURISPES

La prescrizione ha un incidenza molto bassa sulle attività dei tribunali italiani: Sostiene l’avvocato Baldini: «Dati Eurispes ci dicono che solo il 10% dei processi in Italia si conclude per prescrizione e, oltretutto, sono quelli per reati “bagatellari” dato che per quelli più gravi i tempi della prescrizione sono molto lunghi. Il vero problema non è quindi la prescrizione, ma la durata dei processi. Oltre il 60% dei rinvii viene causato da disfunzioni del sistema, attinenti agli uffici del giudice, del pm o delle cancellerie».

LE PROPOSTE

La verità è che in Italia la Giustizia non interessa a nessuno specie alle classi dirigenti che si sono alternate negli ultimi 30 anni (tutto l’arco costituzionale) visto che le riforme in materia sono state fatte a costo zero: «In Italia nel comparto giustizia s’investe lo 0,4% del Pil contrariamente ad altri Paesi dell’Unione (leggasi Germania). Noi penalisti però non ci limitiamo a protestare. Abbiamo presentato delle proposte concrete per risolvere i problemi della giustizia: da una serie depenalizzazione dei reati, in modo che solo quelli più gravi arrivino a processo al rafforzamento dell’istituto dell'udienza preliminare che dovrebbe servire da filtro, ma dalla sua entrata in vigore che oggi non funziona sino al potenziamento dei riti alternativi (patteggiamento e abbreviato). Infine chiediamo venga inserita la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri».

Per l’avvocato Treggi servono più giudici: «Se non c'è la prescrizione a mettere dei paletti, tutto diventa discrezionale. La soluzione a questo problema è avere più giudici: ogni giorno ci sono tra le 50 e le 60 udienze, è un carico di lavoro insostenibile». —

Luca Tronchetti

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