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Lucca

IL CASO 

Rischiano di travolgere pedoni percorrendo strade strette a 120 all’ora

Luca Tronchetti
Rischiano di travolgere pedoni percorrendo strade strette a 120 all’ora

Uno dei due immigrati inseguiti in auto da una pattuglia di militari riesce a dileguarsi, l’altro viene preso e patteggia 20 mesi

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Attimi di panico per almeno due-tre abitanti delle colline Nord del Capannorese che si sono visti sfrecciare a pochi centimetri un’Alfa Romeo 165 inseguita da una pattuglia del radiomobile dei carabinieri. Accade martedì pomeriggio e gli sventurati pedoni per evitare di essere travolti si gettano nei campi sottostanti il ciglio della sede stradale. Alla fine uno dei due occupanti la berlina - Adil Daoudi, 26 anni, origini marocchine, disoccupato, residente nella Piana - viene bloccato, dopo aver abbandonato la vettura, e cerca di liberarsi dalla morsa dei carabinieri con pugni e calci tanto da costringere i due militari a ricorrere alle cure del pronto soccorso (se la caveranno in 4-5 giorni). Per lui scattano le manette con l’accusa di guida pericolosa capace di mettere a repentaglio la vita degli operatori di polizia e dei passanti oltre a quella di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Davanti al giudice Giuseppe Pezzuti - incaricato dell’udienza di convalida - l’extracomunitario sostiene di essere fuggito all’alt dei militari ad un posto di blocco sulla via Pesciatina perché non era in regola con la patente. Una versione decisamente poco credibile che costa al marocchino, senza precedenti penali, un patteggiamento a 20 mesi di reclusione con i benefici di legge. Logicamente del connazionale che era con lui in macchina nemmeno una parola. L’impressione è che gli immigrati all’interno dell’abitacolo avessero sostanze stupefacenti oppure merce rubata.

I FATTI

Un folle inseguimento iniziato a Lappato, sulla via Pesciatina. Lì i militari preparano un posto di controllo. E appena transita l’Alfa Romeo 165 uno dei carabinieri mostra la paletta e fa cenno di rallentare. La vettura invece di fermarsi accelera e per poco non investe un esponente dell’Arma. Così inizia un inseguimento a tratti anche a 120 all’ora sulle strade comunali strette e tortuose: da via di San Gennaro a via Lazzaroni sino a Tofori. Curve e controcurve con la vettura che va a toccare anche un muretto che delimita la carreggiata e costringe almeno 2-3 pedoni a gettarsi in un campo adiacente per evitare di essere investiti. Dopo una decina di minuti vedendosi braccati i due extracomunitari arrestano la macchina e si danno alla fuga. Uno, Daoudi, viene bloccato, l’altro fugge nella campagna e diventa uccel di bosco. —

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