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Lucca

Altopascio 

Si travestono da corrieri e col camion rubano oltre 350 paia di scarpe

Gianni Parrini
Si travestono da corrieri e col camion rubano oltre 350 paia di scarpe

Il raggiro nella giornata di mercoledì alle Calzature Lino srl Il titolare: «Si sono presentati con maglie e cappellino»

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Altopascio. «Ora si può davvero dire che le nostre scarpe vanno a ruba»: Pasquale Rotonda, titolare della Diffusione Calzature Lino srl di Altopascio, usa l’arma dell’ironia per cercare di rendere meno amara la vicenda che ha visto la sua azienda sfortunata protagonista. Mercoledì due falsi corrieri si sono presentati per ritirare un carico di 350 paia di scarpe da donna di marca Onako, del valore di circa 10mila euro. Scarpe che sono andate lontano ma non dove avrebbero dovuto: i due sedicenti corrieri si sono dileguati subito dopo aver lasciato l’azienda di via Sandro Pertini. A raccontare come si è svolto il raggiro è proprio Rotonda: «Siamo un’attività all’ingrosso e di solito utilizziamo i corrieri per distribuire la nostra merce. Mercoledì nel primo pomeriggio avevamo in programma di far partire un grosso carico: circa 30 colli, che corrispondono a 350-380 paia di scarpa. Si trattava di calzature Onako, da donna. Ebbene visto che il solito furgoncino non sarebbe stato sufficiente, aveva preso accordi con il corriere per farmi mandare un camion più grande direttamente dalla sede centrale. Ed effettivamente mercoledì, attorno alle 15,30, un camion è arrivato: a bordo due uomini con indosso le solite magliette e i cappellini della ditta che svolge il servizio. Sul mezzo però non c’era nessuna scritta: trattandosi di una consegna particolare non mi sono preoccupato e così abbiamo consegnato la merce a questi due signori, che hanno pure firmato le bolle d’accompagnamento e poi se ne sono andati. Ho cominciato a capire che qualcosa non tornava più tardi, quando si è presentato un altro corriere della stessa ditta per ritirare la merce. Gli abbiamo detto che erano già passati i suoi colleghi e così, un po’ interdetto, se n’è andato. Ma anche queste sono cose che possono capitare. La prova regina il giorno successivo quando la dipendente che si occupa delle spedizioni ha controllato online il tragitto della merce e lì ha avuto l’amara sorpresa: il nostro carico non risultava né ritirato né in viaggio. In pratica era sparito. Qualche idea su come sia potuto succedere ce l’ho – conclude Rotonda – Intanto ho fatto denuncia ai carabinieri. Più che altro mi preme avvertire i colleghi: occhio in giro ci sono falsi corrieri». —

Gianni Parrini

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