Il Tirreno

Lucca

dopo l’infortunio  

Lavoratori in sciopero alla Baldassarri Cavi: più sicurezza in azienda

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LUCCA. Dopo il grave infortunio riportato nei giorni scorsi da un lavoratore 59enne del sito di Marlia dell’Azienda Baldassari Cavi le organizzazioni territoriali e la rappresentanza sindacale aziendale hanno proclamato per ieri uno sciopero di 8 ore con astensione dall’attività lavorativa per l’intera giornata e turnazioni.

«Uno sciopero che serve a dire basta a un’azienda che dopo la chiusura del sito di San Donato oggi non basa più la sua attività lavorativa sul rispetto delle più elementari norme di sicurezza: dal 2017 a ora in azienda si contano già oltre 40 infortuni. Dalle assemblee straordinarie di ieri e soprattutto dalla grande partecipazione dei lavoratori allo sciopero di oggi, al quale, i diretti di produzione hanno aderito in maniera quasi totale, si denota una forte presa di posizione di tutte le maestranze. Non è concepibile, alle soglie del 2020, non aver la certezza di tornare a casa da lavoro».

«I lavoratori della Baldassarri Cavi – prosegue il comunicato – Baldassarri Cavi hanno detto definitivamente basta: la sicurezza viene prima di tutto! Ribadiamo, con lo sciopero, la nostra volontà di intraprendere un percorso su ambiente, salute e sicurezza, che diventi virtuoso. Un percorso che deve essere affrontato assieme, da organizzazioni sindacali, lavoratori, azienda, confindustria ed enti preposti. Ma in questa giornata di rivendicazione l’azienda continua a dimostrare chi è. In barba alle vigenti normative, in pieno stile antisindacale “anni 50”, costringe i lavoratori, che ahinoi sono più ricattabili – ad esempio i lavoratori somministrati a tempo determinato – a doppi turni, per sopperire alle assenze dovute dallo sciopero in atto, contravvenendo anche alla regola dell’obbligo di 11 ore di stacco tra un turno e l’altro».

«Durante uno sciopero per ribadire la necessità di sicurezza sul posto di lavoro – concludono i sindacati – l’azienda continua a violare volontariamente e indiscriminatamente quelle che sono le norme riguardanti sicurezza e riposo psico fisico dei lavoratori. Abbiamo già segnalato questo atteggiamento agli enti preposti». —

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