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Via piante cadute e rami, tre volontari recuperano la “via del diaspro”

Nicola Bellanova
Via piante cadute e rami, tre volontari recuperano la “via del diaspro”

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barga. Un’opera di volontariato che potrebbe creare nuovi itinerari turistici sul territorio barghigiano. L'ex maresciallo Francesco Feniello (attuale capogruppo di Progetto Comune) e Nicola Fontanini del Club Motociclistico di Barga, guidati dallo storico Emilio Lammari, hanno effettuato la pulizia dell'antico percorso per raggiungere le “cave medicee del diaspro” di Barga. È stato ripristinato un percorso alternativo in località Buvicchia per raggiungere la cava detta “Palazzetto”. Il percorso passa nelle vicinanze della via del Volto Santo e quindi potrebbe rappresentare una tappa per i turisti che la percorrono al fine di riscoprire il grande valore storico-culturale di queste cave. Infatti, il Diaspro di Barga è stato utilizzato per decorare le Cappelle Gentilizie Medicee della Basilica di San Lorenzo a Firenze. E grazie ad alcuni registri di consegna, è possibile seguire idealmente il tragitto del Diaspro da Barga fino a Firenze. La “Via del diaspro” iniziava nelle cave lungo il corso del torrente Loppora di Giuncheto. Una volta estratti, i blocchi di diaspro venivano trasportati fino al fiume Serchio. Da qui a bordo di foderi (zattere fatte con tronchi di legno) raggiungevano l'Arsenale Marittimo di Pisa dove venivano semi-lavorati con l'impiego di schiavi turchi. Successivamente i navicellai si occupavano di risalire l'Arno con il loro prezioso carico fino al Porto Maggiore di Signa e da qui, via terra, il diaspro raggiungeva l'Opificio delle Pietre Dure a Firenze per la lavorazione finale. Ancora oggi, le cave di Barga sono ancora molto ricche di diaspro. Il trio, armato di buona volontà e di motoseghe, ha rimosso le piante e i rovi che ostruivano il passaggio. L'impegno per il futuro è quello di installare la segnaletica per permettere ai turisti interessati di poter visitare i siti. —

Nicola Bellanova

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