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Liberation Route incalza: «Turismo sostenibile sulla Linea Gotica»
Il direttore Carlo Puddu racconta la genesi dell’associazione con sede a Lucca e gli orizzonti a cui guardare: l’esempio eclatante è la Normandia
lucca. Radicamento e prosecuzione della memoria storica e sviluppo di potenzialità turistiche legate alla memoria e alla storia. Si muove verso questi due obiettivi Liberation Route Italia, l’associazione affiliata a Liberation Route europea, che si occupa di trasmettere, ricostruire e documentare i fatti e i luoghi della Seconda Guerra Mondiale. Ha sede a Lucca, nella Casa della Pace (casermetta San Donato, ex Opera delle Mura): direttore Carlo Puddu (dipendente comunale, storico ed ex guida di Turislucca), presidente Paolo Bongini, già dirigente regionale del dipartimento turismo. La nascita di Liberation Route Italia risale a marzo 2019, grazie all’input ricevuto da Turislucca, cooperativa lucchese di guide turistiche. «Tre anni fa – racconta Gabriele Calabrese, di Turislucca – abbiamo parlato con alcuni colleghi a Bruxelles di Liberation Route europea, dal 2008 supportata dall’Ue, che è molto cresciuta ed è gestita da giovani. L’Italia non ne faceva parte». Da qui l’esperienza è stata veicolata a Lucca, divenuta il punto di riferimento italiano dell’associazione.
«Liberation Route – spiega Puddu – si muove su due piani: didattico e turistico. Vuole diventare uno strumento per creare una rete di luoghi storici e di memoria. Lucca, Borgo a Mozzano e Capannori sono i Comuni fondatori di Liberation Route Italia, insieme a Sant’Anna di Stazzema e Turislucca. La Linea Gotica che attraversa il nostro territorio ha potenzialità turistiche inespresse. Quello che c’è a Borgo a Mozzano è unico sui trecento chilometri di Linea Gotica, e la maggior parte dei tratti sono ancora sommersi».
«Le istituzioni – spiega Puddu – hanno avuto sempre difficoltà a mettere in relazione il mondo della memoria storica con quello del turismo. Se ti presenti come associazione che vuole fare turismo coi luoghi della memoria, davanti a te qualcuno che salta sulla sedia. Pensiamo alla Normandia: i visitatori nei luoghi e sui percorsi dello sbarco sono tantissimi: su dodici milioni di turisti annui in Francia, la metà stanno in carico alla Normandia. In Italia un esempio ridotto ma che chiarisce il quadro è quello del museo dello sbarco di Anzio: trentamila visitatori in un anno. Se non si crea una rete, non si va avanti. Bisogna fare proprio il concetto che ci sono fatti e luoghi di valenza storica fondamentale e ineccepibile, ma che c’è anche interesse intorno a loro. Borgo a Mozzano è un patrimonio inespresso, che potrebbe smuovere le montagne, ma la questione che tutti ci poniamo è la sostenibilità. A Firenze o a Venezia si è capito. Ora occorre anche a Lucca creare itinerari fuori dalla città, ci sono luoghi incredibilmente nascosti e bellissimi». Ieri alla Casa della Pace di Lucca, Liberation Route Italia ha incontrato l’Anci, associazione dei Comuni, per illustrare il suo progetto, contando che venga condiviso da altre amministrazioni. —
B.A.
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