Il Tirreno

Lucca

L’INDAGINE SUll’EX SINDACO DI VAGLI 

Pensione d’invalidità non dovuta a Puglia il gup decide a gennaio

Luca Tronchetti
Pensione d’invalidità non dovuta a Puglia il gup decide a gennaio

Nell’udienza di ieri acquisite le perizie medico legali e grafiche per capire se via sia stata o meno manomissione dei documenti

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Mario Puglia, 69 anni, esponente di spicco del centrodestra ed ex sindaco di Vagli, accusato di aver percepito indebitamente per anni una pensione d’invalidità non dovuta saprà il 13 gennaio 2020 se il gup Antonia Aracri deciderà nei suoi confronti il rinvio a giudizio oppure se la sua posizione, in considerazione degli elementi raccolti sinora, non verrà ritenuta degna di approfondimento in sede dibattimentale. Ieri in udienza camerale si è tenuto l’incidente probatorio. Il gup ha acquisito la consulenza medico legale consegnata dal perito da lei nominato e contestualmente quella grafica dallo specialista nominato per la comparazione di scritture con macchine da scrivere e per l’esame degli inchiostri, delle cancellature e della qualità dell’apparecchio. Allo studio infatti ci sono due tipi di questioni: la validità dell’indennità di pensione percepita oltre 30 anni fa dall’indagato quando lavorava all’Enel e se in certificati di fondamentale importanza a livello pubblico e privato datati 1987-88 e 89 - quindi dattiloscritti e non redatti al computer - vi sia stata o meno una manomissione con altra macchina da scrivere in modo da far figurare una malattia di tipo invalidante che in realtà non c’era.

Puglia, in carica da tre mandati consecutivi, sostiene che l’indagine della procura ruota attorno ad una pensione d’invalidità percepita oltre trenta anni fa quando lavorava all’Enel e rimase coinvolto in un infortunio sul lavoro. Il sindaco di Vagli si difende sostenendo che nel corso degli anni ha effettuato visite di controllo e nessuno ha mai avanzato dubbi sul suo diritto a percepire l’indennità. Si tratterebbe di una somma che si aggira sui 300 euro al mese che moltiplicata per oltre 30 anni con rivalutazioni si avvicinerebbe all’importo posto sotto sequestro da magistrati e finanzieri. Tra l’altro nel 2017 due mensilità della pensione di invalidità (luglio-agosto) sequestrate dall’autorità giudiziaria al sindaco sono state restituite dal collegio del Riesame sui diritti reali presieduto da Stefano Billet. Il pignoramento riguarda solo un quinto degli emolumenti percepiti dal momento del sequestro oltre all’importo sul conto corrente. —

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